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Malta, il premier Muscat si dimetterà a gennaio sulle pressioni per l’omicidio Caruana



l’annuncio del premier

Proprio domenica diverse migliaia di manifestanti sono scese in piazza a La Valletta per chiedere le dimissioni del premier.

Un manifestante alza l’immagine del premier maltese, Muscat, sporco di sangue alludendo alla sua responsabilità nell’omicidio di Caruana Galizia (Reuters)

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Il premier maltese Joseph Muscat ha annunciato la sua intenzione di dimettersi a gennaio, prendendo atto delle crescenti pressioni dell’opinione pubblica dopo l’accelerazione delle indagini sull’omidicio della giornalista Daphne Caruana Galizia, assassinata nell’ottobre 2017 con un’autobomba.

Gli sviluppi dell’inchiesta hanno portato all’arresto dell’imprenditore Yorgen Fenech, sospettato di essere il mandante e di avere legami con i vertici dell’attuale governo maltese.

«È quello di cui ha bisogno il Paese in questo momento», ha detto in un discorso televisivo. Muscat ha spiegato che lascerà quando il partito laburista sceglierà un nuovo leader, in un processo che si avvierà il 12 gennaio.

«Ho promesso giustizia nel caso di Daphne Caruana Galizia. Ho mantenuto la mia parola, abbiamo tre persone accusate del suo omicidio e anche la presunta mente incriminata». Lo ha detto il premier maltese Joseph Muscat in un discorso alla tv in cui ha annunciato che si dimetterà a gennaio, aggiungendo di aver sempre preso «decisioni nell’interesse del bene comune».

E assicurando che «nessuno è al di sopra della legge». «Un giornalista è stato ucciso nel modo più crudele. Gli eventi degli ultimi giorni sono stati straordinari. La rabbia è giustificata e non può mai esserci giustificazione per questo crimine», ha detto Muscat, sottolineando però che «la violenza e il disordine con la scusa di una protesta non sono accettabili».