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A scuola l’educazione civica digitale



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Mezzogiorno, 7 dicembre 2019 – 15:24

Dal prossimo anno gli insegnanti dovranno affrontare le nuove tecnologie per addestrare i ragazzi ad un uso consapevole e responsabile dei social assieme alle famiglie

di Nora Puntillo

(ph Fabrizio Versienti)

NAPOLI – Educazione digitale accanto all’Educazione civica che finalmente torna nei programmi scolastici: dal prossimo anno gli insegnanti dovranno affrontare le nuove tecnologie per addestrare i ragazzi ad un uso consapevole e responsabile dei social, da estendere alle famiglie.

Lo ha annunciato il ministro per la Pubblica Istruzione Lorenzo Fieramonti alla presentazione degli sconcertanti, seppur non inattesi, risultati del sondaggio con le risposte di ben 7996 ragazzi fra i 10 e i 14 anni. Dove risulta che l’84% di questi adolescenti presente con un proprio profilo in rete, anche se ci per legge vietato; che il 91% non parla con i genitori di quello che vede o dice su internet e che nella stessa percentuale dichiarano che non sopporterebbero alcun divieto all’uso dei social.

Il sondaggio stato ideato e realizzato da Osservare Oltre (dell’Associazione Nazionale Presidi ed e Tutorweb) in collaborazione con il TG3 della Rai, che ieri ha organizzato una trasmissione in diretta dall’Istituto alberghiero Lucio Petronio di Monterusciello a Pozzuoli.

Con il ministro hanno partecipato Giuseppina Paterniti direttora del TG3 e Romolo Sticchi giornalista Rai, Luisa Franzese capo dell’Ufficio Scolastico regionale, Mario Rusconi presidente dell’Associazione Presidi Roma e Lazio, il preside del Petronio Filippo Monaco, l’avvocato Alfonso Trapuzzano per il Comitato Tutela dei minori sul web. Nelle scuole medie delle regioni pi popolate del Nord, Centro, Sud e Isole, i ragazzi hanno risposto domande in maniera anonima, libera e autonoma senza la presenza di adulti e tantomeno dei genitori. Questi ultimi ignorano (o fingono) che per utilizzare i socialnetwork bisogna avere almeno 14 anni; dai 13 ai 14 ci ammesso solo con la sorveglianza di un genitore. Fino ai 13 anni vietato usare Facebook, Instagram, Twitter, Snapchat, WhatsApp, e consimili.

Il giornalista Romolo Sticchi ha ricordato che se un minore di 13 commette un reato o fa danni mediante uno di questi social, la responsabilit del genitore. Le famiglie vanno coinvolte e responsabilizzate con una informazione corretta e costante, visto che il sondaggio rivela che in Campania il totale dei ragazzi intervistati ha ottenuto il permesso dai genitori per creare il proprio profilo. E nessuno ovviamente ha dichiarato la vera et. Sembra che le famiglie lascino fare perch cos i ragazzi non danno fastidio, ritenendo che sia solo innocuo divertimento starsene intenti su quei piccoli schermi: in Campania sono in maggioranza quelli che cos trascorrono pi di due ore ogni giorno (54%).

Lo smartphone il preferito (69,84% in Campania), il collegamento avviene quasi sempre da casa (65,74%), solo il 26% dichiara di usare internet per motivi di studio (la met in Campania), mentre prevale (74%) la voglia di sentire musica, giocare, vedere film (74%). Pochi ammettono di aver guardato siti proibiti (20%), di aver ricevuto richieste imbarazzanti (solo il 6%, la maggior parte nel Veneto), pochissimi sanno di compagni che inviano e ricevono foto intime (3%).

Altissimo il numero di quanti sui social guardano la moda (72%, in Campania 85%) e prevale l’influenza dei mi piace (75% di s ai Like, 78% in Campania). Contraddittorio il dato che vede il 73% dichiarare che non poi tanto da sfigati essere presi in giro, ma il 67% ammettere di divertirsi con i video in cui uno sfigato viene reso in giro. Pi grave di tutti, a giudizio unanime, l’uso dei social a scopo di marketing: il 60% clicca sulla pubblicit e il 78% risponde a sondaggi e domande, il che prevede un consenso che un minorenne non pu dare. Ovvio che le risposte servono per confezionare campagne pubblicitarie sempre pi invasive. Unanimit dei presenti sulla necessit che la scuola si riappropri del ruolo di agenzia educativa che sembra scomparso nelle famiglie.

7 dicembre 2019 | 15:24

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