infonapoles

Giornale della città di Napoli

CULTURA

100 anni di Fellini – Il Sole 24 ORE



Il suo osservatorio diventò Roma nelle molte notti passate in giro in auto, tenuto sveglio dalle sue inquietudini. Dall’insonnia fiorirono Le notti di Cabiria (1957), con la Masina prostituta clownesca e tragica; La dolce vita (1960, Palma d’oro a Cannes), nata dalla suggestione di una donna che camminava in un mattino luminoso lungo via Veneto, infilata dentro a un vestito che la faceva somigliare a un ortaggio.

F ellini setacciava la capitale con gli occhi dello straniero: era un pianeta brulicante di suore e di femmine provocanti, come Sylvia- Anita Ekberg, la prima donna del creato.

Nella capitale l’alter ego e attore feticcio, Marcello Mastroianni, trascinava il suo tormento di uomo e artista dai superattici del boom economico ai seminterrati dei papponi di periferia, passando per la magniloquenza di certe chiese, facendo i conti con l’inconscio, il corpo femminile e il femminismo (La città delle donne, 1980). Un viaggio in astronave che mantenne nitore e originalità fino agli anni Sessanta. Poi, fatta eccezione per Amarcord, l’incanto primigenio non si rinnovò ne E la nave va (1983), che pure è un film che si dovrebbe rivalutare, Ginger e Fred (1985) e La voce della luna (1990), basato sul bellissimo Poema dei lunatici di Ermanno Cavazzoni (ripubblicato ora per La Nave di Teseo).

Sognò la sua morte, avvenuta per un attacco di cuore il 31 ottobre del 1993, molti anni prima, il 4 novembre del 1961: «Dovevo morire!… Non sono addolorato, non ho paura, bisogna salutare gli amici, e soprattutto disdire gli appuntamenti». Nel diario trascriveva, illustrandoli, i suoi sogni per Ernst Bernhard, lo psicoanalista junghiano di cui fu a lungo paziente. «Mi sembrava di salire su una mongolfiera», sottolineava Fellini per spiegare la sensazione che lo catturava quando si recava nello studio di via Gregoriana, dove Bernhard riceveva lui e altri intellettuali dell’epoca, come Vittorio De Seta, Natalia Ginzburg, Giorgio Manganelli, Angela Zucconi. Volle portare quel girotondo di intellettuali, adepti della psicoanalisi nel finale di 8 e ½ (1963): gli attori in cerchio sul sottofondo delle musiche di Nino Rota non sono altro che i pazienti, illustri e non, in viaggio su quella “mongolfiera”.

Le celebrazioni A Milano Il 20 gennaio Palazzo Reale (Sala Conferenze dalle 10.30 alle 16.30)  si terrà il convegno internazionale, coordinato da Maurizio Porro dal titolo Ricordiamo Federico Fellini cui parteciperanno l’Assessore alla Cultura, Filippo Del Corno, il Direttore del Palazzo Reale di Milano, Domenico Piraina, gli eredi Masina, gli amici e di coloro che hanno collaborato con lui, i curatori della mostra di Palazzo Reale Milano, Vincenzo Mollica, Alessandro Nicosia e Francesca Fabbri Fellini, nipote del maestro. La rassegna prende il nome di 1920 – 2020 Federico Fellini. Un racconto e si terrà dal 17 settembre al 15 novembre 2020.

A Rimini Domenica alle 16 al Cinema Fulgor si terrà una conversazione su Fellini con Marco Bellocchio, Marco Tullio e Giordana Gianluca Farinelli. Alle 21 Ezio Bosso dirige la sua Europe Philharmonic. Lunedì, alle 21.30, sul palcoscenico del Teatro Galli salirà il Maestro Vince Tempera per augurare “Buon compleanno Federico” attraverso le musiche che hanno reso immortali le pellicole il regista