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Alta velocità e mega ponte tra Scozia e Irlanda del Nord: Johnson punta sulle infrastrutture per unire il Paese



I costi previsti nel 2015 erano di 56 miliardi di sterline, ma ora, secondo stime indipendenti, sono lievitati a 106 miliardi di sterline.

Opposizione, ambientalisti e residenti delle zone interessate sono schierati contro HS2, che secondo loro devasterebbe zone verdi, sfratterebbe molte persone dalle loro abitazioni e non porterebbe i benefici decantati dal Governo. Molti residenti del Nord ritengono che sarebbe meglio investire nei collegamenti ferroviari regionali che sono pessimi, soprattutto tra le regioni orientali e occidentali del Nord dell’Inghilterra.

Altrettanto controverso l’annuncio del Governo di lunedì dell’avviamento di uno studio di fattibilità per la costruzione di un ponte tra Scozia e Irlanda del Nord. Sarebbe il primo legame fisico tra i due Stati del Regno Unito che, guarda caso, minacciano di staccarsi e lasciare l’Unione dopo Brexit, la Scozia verso l’indipendenza e l’Irlanda del Nord verso la riunificazione con la Repubblica irlandese.

Per Johnson si tratta quindi di un segnale politico oltre che di un progetto economico e infrastrutturale. Si tratta di «un’idea molto interessante» che va esplorata, ha detto il premier. «Le stelle si sono allineate» e il progetto diventerà realtà, secondo l’architetto Alan Duncan. Il costo sarebbe intorno ai 20 miliardi di sterline ma il ponte faciliterebbe i trasporti e ridurrebbe il traffico aereo e navale nel mare d’Irlanda.

Il ponte sarebbe lungo tra i 32 e i 45 chilometri, a seconda della collocazione scelta. Due le possibilità: tra Portpatrick, all’estremo occidentale della Scozia, a Larne a nord di Belfast, oppure dal Mull of Kintyre alla costa di Antrim.