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Coronavirus, Veronica Maya: «Con i miei tre figli a Roccaraso. Niente tv e tablet, ora si studia a casa»



l’intervista

Mezzogiorno, 5 marzo 2020 – 08:51

La conduttrice: Siamo venuti qui per la settimana bianca e non siamo andati pi via

di Anna Paola Merone

Veronica Maya come affronter, insieme con i suoi bimbi, questi giorni lontano dalla scuola? Colori, cartoncini, colla, libri, qualche gioco di societ, album da disegno… Proprio ora sono in cartoleria, a Roccaraso, a fare acquisti per fronteggiare ben attrezzata i prossimi giorni con i piccoli a casa. La conduttrice televisiva la mamma di Riccardo, 8 anni, Tancredi, 6 anni e mezzo e Katia, 4 anni.

Come mai siete a Roccaraso? Una scelta ben precisa. Siamo venuti qui per la settimana bianca, in concomitanza con il Carnevale, e non siamo pi andati via. Prima l’allerta meteo, poi l’allarme Coronavirus sempre pi pressante… Mio marito, che medico (Marco Moraci, ndr ), era allarmato e ci parsa la scelta giusta restare in montagna. Ora arriva l’ordinanza di chiusura delle scuole e noi siamo sempre qui. Tornare a Napoli non una opzione che faciliterebbe l’organizzazione dei bambini, liberi dagli impegni scolastici.

Come trascorrete le giornate? La mattina si scia. Il pomeriggio — sulla base delle indicazioni delle insegnanti — si studia per non restare indietro con il programma. I piccoli sono alla scuola americana e non escludiamo che possano essere introdotte anche lezioni a distanza. Anzi, sarebbe auspicabile. Dopo i compiti c’ il pattinaggio. Ma ci concediamo anche un’oretta di snowboard, a volte la spa. E poi ci sono i giochi, quelli tradizionali, che facciamo tutti insieme. Niente iPad, niente dispositivi elettronici, playstation e niente tv. La giornata vola in un attimo. E credo che tornando con la mente a questi giorni, trascorsi tutti insieme, ci batter sempre molto forte il cuore per la gioia di aver condiviso momenti cos particolari e intensi.

L’atmosfera in casa com’?La parola Coronavirus ricorrente. Abbiamo coinvolto i bimbi e abbiamo spiegato loro, con un linguaggio adatto all’et, come affrontare questo momento. Fanno tenerezza quando chiedono le salviettine e, ad un certo punto, abbiamo deciso di mettere a tacere tutti i notiziari. Loro li chiamavano “tg morte’’ e cos abbiamo capito che erano sopraffatti. Era giusto, dopo la consapevolezza, lasciare il passo alla gioia spensierata dell’infanzia. Io leggo i giornali, sfoglio l’iPad e guardo la tv solo di notte, quando loro dormono.

Anche lei rimasta in pianta stabile a Roccaraso? Di norma non lascio mai i bambini soli con la tata. Se io non ci sono c’ Marco. In questi giorni, poi, una serie di impegni che avevo in agenda solo saltati. La conferma c’ stata solo per i programmi Rai. Sono contenta di stare qui e di contribuire alla tranquillit di mio marito, che tante volte sopperisce alle mie assenze.

Quando rientrerete a Napoli? Non c’ nulla di deciso. Vediamo come si evolve la situazione. Per il momento Marco ci raggiunge a Roccaraso, compatibilmente con i suoi impegni allo studio, ogni volta che pu e noi restiamo qui. Siamo organizzati e ben contenti di stare in un ambiente dove si respira aria pulita e dove i bimbi fanno molto sport. In questa situazione a Napoli non solo non sarebbero andati a scuola, ma nessuna delle attivit pomeridiane sarebbe stata confermata. Qui invece c’ la possibilit di fare moltissime cose in un ambiente che ci apparso da subito pi salubre, con una serie di rischi ridotti rispetto a quelli della grande citt.

5 marzo 2020 | 08:51

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