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Covid 19, cosa serve al Meridione: gestione rigorosa e cure efficaci



il tempo del sud

Mezzogiorno, 15 marzo 2020 – 10:40

In seguito andr affrontato il problema di un rafforzamento a regime dei servizi sanitari da parte di tutte le Regioni

I tanti che in questi giorni si sono ritrovati insieme da Nord a Sud a cantare dai balconi e dalle finestre delle nostre citt e dei nostri paesi e ad applaudire medici e infermieri che combattono il coronavirus ci raccontano una bella Italia, unita nel fronteggiare l’emergenza sanitaria imparando gli uni dagli altri. Cos, l’esperienza durissima che stanno vivendo i nostri concittadini del Nord aiuta il Sud ad adottare per tempo, quando il contagio ancora circoscritto, i comportamenti che possono contenerne la diffusione e preparare le proprie strutture sanitarie ai momenti pi difficili.

Perch chiaro che la possibilit di evitare una prossima accelerazione del contagio al Sud passa prima di tutto per l’applicazione rigorosa delle norme e delle regole stabilite dalle autorit nazionali. E’ quindi sacrosanto il richiamo alla responsabilit di tutti venuto in questi giorni da tanti amministratori meridionali, come per esempio De Luca e Decaro: evitare comportamenti che possono facilitare la diffusione dell’epidemia un dovere non solo verso se stessi ma prima ancora verso gli altri e questo il momento in cui ricordarsi che i doveri sono condizione necessaria per dare realizzazione ai diritti, in questo caso al diritto primario alla salute.

Se i comportamenti corretti dei cittadini sono fondamentali per contenere l’aumento del numero di coloro che verranno contagiati, la capacit di risposta dei servizi sanitari essenziale per assicurare le cure necessarie e rendere pi largo possibile il numero dei guariti. Il punto di partenza del Mezzogiorno in termini di disponibilit di strutture e personale meno favorevole di quello del Centro-Nord ma, bene saperlo, in misura meno accentuata di quanto siamo soliti pensare. C’ quindi la possibilit di miglioramenti organizzativi che, sostenuti dall’azione normativa e amministrativa del Governo centrale, possono e debbono mettere i servizi sanitari meridionali nella condizione di fronteggiare i momenti pi difficili che verranno nelle prossime settimane.

Gli elementi che pongono maggiori problemi riguardano il numero di posti letto per terapia intensiva in rapporto alla popolazione (circa il 10% in meno che nel Centro-Nord) e la dotazione di apparecchiature per la ventilazione polmonare (il 25% in meno). Con l’aggiunta di situazioni regionali in parte differenziate, dove la Calabria in generale quella con minore disponibilit. Sono chiare quindi le direttrici principali da seguire per il rafforzamento immediato delle capacit di risposta della sanit meridionale: predisposizione di nuove unit di terapia intensiva, ed quanto si sta facendo per esempio in Campania e Puglia; acquisti accelerati di attrezzature sanitarie coerenti con le terapie intensive da attivare, a cominciare dai ventilatori polmonari, ed su questo che si sta attivando il Governo centrale attraverso la struttura commissariale da poco costituita. Come pure fondamentale che il reclutamento a termine di personale, che i provvedimenti governativi consentono alle Regioni di attivare, sia realmente orientato a sostenere quei servizi che si troveranno in prima linea nel fronteggiare l’impatto dell’epidemia.

In seguito andr affrontato il problema di un rafforzamento a regime dei servizi sanitari da parte di tutte le Regioni sia sul versante delle strutture che del personale, tenendo per conto degli errori del passato. Tra il 2000 e il 2006 si registr una crescita esplosiva della spesa sanitaria pubblica che, andando fuori controllo, avrebbe reso rapidamente insostenibile il Servizio sanitario nazionale. Grazie al Patto per la Salute tra Governo e Conferenza delle Regioni, che a partire dal 2007 consent di ricondurre su binari ragionevoli la dinamica della spesa, venne allora letteralmente salvato il sistema sanitario italiano.

L’esplosione della spesa nel periodo 2000-2006 fu particolarmente accentuata nel Mezzogiorno e port al varo dei Piani di rientro, con un monitoraggio forte da parte del Governo centrale nei confronti dei comportamenti di spesa di diverse Regioni meridionali. E, va ricordato, laddove i costi risultavano pi alti, peggiore risultava la qualit delle cure, smentendo il luogo comune che contrappone salute ed economicit di gestione dei servizi sanitari.

Giusto quindi rivalutare oggi la centralit del Servizio sanitario nazionale e riordinare le priorit della politica di bilancio a suo favore. Ma proprio per conseguire questo obiettivo bisogna essere consapevoli che una gestione rigorosa delle risorse che verranno messe a disposizione del sistema sanitario condizione necessaria affinch esse siano realmente investite in innovazione medica e qualit delle cure: abbiamo uno dei migliori servizi sanitari del mondo, va sviluppato non dilapidato.

15 marzo 2020 | 10:40

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