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ECONOMIA

Il Covid-19 non ferma Gts Rail: investimenti per 13 milioni



Serviziotrasporto merci ferroviario

di Marco Morino

2′ di lettura

In piena crisi da Covid-19, il trasporto merci ferroviario, in particolare la modalità intermodale (strada + rotaia), ha dimostrato di essere la soluzione più sicura per contenere l’epidemia e sostenere l’economia di un paese. Il cargo ferroviario resterà centrale anche nella Fase 2 e gli operatori del settore sono in pieno movimento. Del resto, l’ingresso di F2i nel cargo ferroviario attraverso l’acquisizione di Compagnia ferroviaria italiana (Cfi) ha avuto il merito di accendere un faro su un gruppo di imprese spesso trascurate dalle cronache.

Tra queste c’è Gts Rail, compagnia ferroviaria merci privata bastata a Bari, che ha da poco annunciato un investimento di 13 milioni di euro «per continuare a portare la merce nelle case di tutti». L’investimento riguarda l’acquisto di tre nuove locomotive Siemens Vectron 19, del valore di 9 milioni e l’acquisto di 40 carri merci del valore di circa 4 milioni.

Spiega Alessio Muciaccia, Ceo dell’azienda barese: «Gts Rail non si ferma di fronte all’emergenza del Covid-19, ma aumenta i propri volumi di offerta e riparte con gli investimenti. I nuovi locomotori verranno impiegati per ampliare l’offerta di trazione in Italia. L’accordo, inoltre, prevede l’affidamento della manutenzione a Siemens che verrà svolta nell’Omr (Officina Manutenzione Rotabili) di Bari della Gts Rail».

«Il trasporto intermodale su rotaia e la logistica – continua Muciaccia – hanno dimostrato una valenza strategica durante la pandemia, con la possibilità di trasportare ingenti quantità di merci soprattutto sulla lunga distanza e con meno personale impiegato. Queste le prerogative che hanno convinto nuove aziende ad affidare il trasporto dei propri prodotti alla ferrovia. La nostra domanda è difatti aumentata ed è per questo che abbiamo deciso di continuare a investire sul nostro parco mezzi».

«Ci muoviamo in un mercato dalle potenzialità enormi – spiega Muciaccia – vecchio più di cento anni ed è in questo tragico momento che sta cominciando ad esprimersi. Dobbiamo cercare di ripensare alle modalità del trasporto, cambiare anche le nostre vite, senza tralasciare il loro impatto sull’ambiente».