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Allarme di Roberti: piano di Colao, l’ipotesi sanatoria può favorire i clan



l’intervista

Mezzogiorno, 11 giugno 2020 – 10:15

L’esponente dem ex procuratore nazionale Maresca ha ragione, rischio infiltrazioni

di Simona Brandolini

Non solo nel piano Colao non c’ una riga sulle mafie, ma purtroppo si paventa una sanatoria. Ricordiamoci che attualmente i soldi li hanno solo le mafie. Franco Roberti l’ex procuratore nazionale Antimafia, attualmente europarlamentare e coordinatore nazionale del Forum contro le mafie del Pd.

Ieri durante il digital talk di LabLaw, il pm Catello Maresca ha denunciato: in 121 pagine neanche un accenno al malaffare. Come se lo spiega? Perch si curano gli effetti e mai la causa. Si trascura completamente il rischio infiltrazioni nell’economia. Che in questo momento un terreno ghiotto e fertile. Coi soldi che arriveranno per la ripartenza, le mafie che inizialmente hanno sofferto per la pandemia, ora hanno tutti gli strumenti e le disponibilit finanziarie per sfruttare al massima il businness della ripartenza.

Quali sono i settori da tenere sotto controllo? Quelli tradizionali: pulizie, sanificazioni, ma pensiamo anche allo smaltimento dei rifiuti speciali. Per non parlare del welfare mafioso. E soprattutto investiranno nelle imprese in difficolt.

Quali imprese non sono in difficolt dopo la pandemia, soprattutto al Sud? Appunto. L’ingresso delle mafie nella gestione un rischio concretissimo. Quando dicevamo niente sar pi come prima o lo pensavamo o lo speravamo. Il rapporto Colao fatto bene individua i settori su cui investire: lavoro e produzione, sui quali pesa, per, l’ipoteca mafiosa.

Cosa serve? Devono raddoppiare i presidi di legalit.

A cosa si riferisce? Prendiamo il settore degli appalti. Il codice pesante e lento, ma non si pu cancellare come dice Salvini, la trasparenza, l’efficienza e la rapidit devono andare di pari passo. Non possiamo perdere pi tempo, dobbiamo operare sul piano delle riforme.

Dunque va riformato? Non c’ dubbio, ma non possono venire meno i controlli. Si pu fare. Si parla di abrogazione di norme del codice che non sono state mai attuate, per esempio quella sulla qualificazione delle centrali appaltanti. Altra cosa importantissima, lo diciamo dagli Stati generali dell’Antimafia del 2017, la condivisione delle conoscenze contro le mafie. Il codice degli appalti prevede la banca dati nazionale degli operatori economici e delle imprese, mai fatta. Abroghiamo ci che non viene neanche applicato. Una banca dati significherebbe non aspettare le carte e le verifiche delle prefetture, ma in tempo reale avere la conoscenza di vita morte e miracoli di tutte le imprese, vuol dire far presto e tutelare gli appalti pubblici. Poi bisogna disboscare le procedure in cui si insinua la corruzione, vero, non possono durare anni. Infine aggredire il nodo della qualit professionale dell’amministrazione. Con tutto il rispetto non c’ competenza e qualit nella pubblica amministrazione.

Lei parlava della sanatoria, ovvero della voluntary disclosure fatta in passato. Consente ai soldi sporchi di riciclarsi e ripulirsi. L’indicazione nel testo sintetica, ma gi in passato ero perplesso: l’evasione fiscale non si combatte cos, chiudendo i conti dinanzi a un’ammissione. Ma c’ un altro vulnus nel piano, come ha detto anche Carlo Cottarelli.

Quale? L’unico passaggio in cui si parla di giustizia a pagina 10 e riguarda quella civile. Ma quella penale che fine ha fatto? Quella amministrativa che fa perdere anni e anni, che fine ha fatto? Non possiamo accontentarci della riforma delle elezione del Csm, dopo quello che accaduto, senza una riforma vera della giustizia non ci sar mai una ripresa economica. La giustizia che funziona la precondizione per il rilancio, senn finita la democrazia in questo Paese. Andiamo incontro al peggio.

11 giugno 2020 | 10:15

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