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Giornale della città di Napoli

NAPOLI

La rinascita civica e il futuro di Napoli



lettere al direttore /lo dico al corriere

Mezzogiorno, 1 agosto 2020 – 10:20

Caro direttore, come creda si debba considerare questo profluvio di liste civiche? A lungo si parlato della borghesia napoletana con toni poco lusinghieri, bollandone lo scarso impegno. Cosa cambiato? Tutto questo durer?

Lorenzo Miraglia

Caro Miraglia, le rispondo senza troppi giri di parole: il risveglio civico dei napoletani rappresenta certamente un’ottima notizia. D’altronde, sta per saltare il tappo che per anni ha ostruito il dibattito politico-culturale: finita l’era de Magistris, nessuno ha pi scuse da accampare. Ed meglio cos, perch se davvero Napoli dispone ancora di energie vive, pronte a intestarsi direttamente (quanti pseudonimi abbiamo visto in questi anni…) una scommessa tanto ardua quanto affascinante, arrivato il momento di metterle in campo senza infingimenti e ulteriori ipocrisie. Lo so, alle elezioni comunali manca poco meno di un anno e molte cose possono cambiare, anzi di sicuro cambieranno, tuttavia credo che il cammino sia ormai segnato. L’impronta civica sar determinante e avr connotati completamente diversi da quelli che oggi, ad esempio, caratterizzano l’informe ammucchiata formatasi a sostegno di De Luca. I grandi partiti, o ci che resta di essi, appaiono del tutto inadeguati a diventare il terminale di questi movimenti. E’ chiaro che con essi, in un modo o nell’altro, bisogner fare i conti ma per la prima volta, forse, li vedremo relegati in secondo piano come vetture agganciate a una locomotiva. Non traineranno ma saranno trainati. Sinceramente non so dire se questo sia un bene, per un dato di fatto, l’inevitabile esito di un distacco dalla realt che ha trasformato le grandi case politiche d’una volta in comitati elettorali destinati esclusivamente a salvaguardare gli interessi privati dei loro accoliti. Dove ci condurr la strada del civismo? E’ presto per azzardare una previsione, visto che siamo di fronte a un sentiero pi che a una strada. E lungo un sentiero pi facile inciampare, dividersi, perdersi. Il trasversalismo, poi, non mi ha mai convinto appieno: quando si governa le differenze emergono ed decisamente pi complicato tenerle insieme. Ma almeno qualcosa si muove. E non poco nel tempo doloroso che stiamo attraversando.

Enzo d’Errico

1 agosto 2020 | 10:20

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