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Turnazioni non pagate agli Scavi di Pompei, dipendenti in agitazione



il sito archeologico

Mezzogiorno, 14 agosto 2020 – 10:34

Si annuncia una stagione conflittuale per il sito dopo l’emergenza virus. I sindacati lamentano la mancata erogazione del premio-presenza e delle divise estive

di Fabrizio Geremicca

Si prospettano giorni complicati sul fronte delle relazioni sindacali all’interno degli scavi di Pompei. Cisl, Unsa e Fpl hanno proclamato lo stato di agitazione e riparte, dunque, la stagione dei conflitti sindacali. E’ stata gi convocata un’assemblea. Vari i punti di contrasto, secondo quanto riferiscono le tre sigle che rappresentano una fetta consistente dei lavoratori impegnati all’interno del sito archeologico.

Alcuni hanno natura squisitamente economica. In particolare il mancato pagamento delle turnazioni di giugno 2020, del lavoro prestato in conto terzi nel 2019 e del premio-presenza per i lavoratori, i quali hanno prestato servizio durante il periodo di chiusura degli Scavi ai visitatori a causa dell’emergenza Covid. Altre rivendicazioni investono l’organizzazione e le dotazioni di lavoro. I sindacati, relativamente a questo aspetto, lamentano la mancanza delle divise estive e la circostanza che non sia stato ancora formato il personale ai nuovi sistemi di controllo. Denunciano, poi, che a causa della disattenzione dell’amministrazione pompeiana ancora non stato contrattato e sottoscritto l’accordo per la realizzazione del progetto di miglioramento dei servizi da rendere all’utenza nel 2020. Tutto ci — incalzano le organizzazioni sindacali — in violazione dei tempi imposti dal ministero con l’accordo nazionale. Questa situazione potrebbe causare disagi all’utenza e ritardi del pagamento al personale. Nel mirino dei rappresentanti dei lavoratori finiscono anche le autorizzazioni che sono state rilasciate dalla Soprintendenza per la realizzazione di mostre, manifestazioni, spettacoli e riprese filmate. Sono tutte occasioni per far conoscere ancor di pi al mondo le meraviglie pompeiane ma, secondo quanto denunciano Cisl, Fpl ed Unsa sono state firmate senza che si sia dato corso agli accordi sindacali per garantire la sicurezza del sito durante la realizzazione dei lavori da prestare in conto terzi.

La vertenza arriva in una fase delicata, mentre il sito, che stato tra i primi a riaprire dopo il blocco totale determinato dall’emergenza Covid durante la primavera, sta rimodulando l’organizzazione degli accessi per gestire l’afflusso di visitatori, che nelle recenti settimane cresciuto dopo la timida partenza di giugno. In questa fase possono entrare negli Scavi anche i visitatori privi di prenotazione, purch, per, vi siano posti liberi nella fascia oraria in questione. Resta valido, infatti, il criterio del contingentamento degli accessi, anche se con criteri meno restrittivi rispetto a quelli in vigore finora. Il numero massimo di visitatori ammessi salito a 500 ogni quindici minuti in mattinata. Dopo le ore 13 resta il tetto di trecento persone.

14 agosto 2020 | 10:34

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