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Alta formazione con le imprese e Università, a Firenze nasce Big Academy



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Da gennaio a ottobre 200 ore di lezioni per formare manager nei settori energia, meccanica, ottica, elettronica e informatica

di Silvia Pieraccini

(Stefano Casati)

Da gennaio a ottobre 200 ore di lezioni per formare manager nei settori energia, meccanica, ottica, elettronica e informatica

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Fondere sapere teorico e sapere pratico, per potenziare le competenze che servono all’industria. Con questo obiettivo nasce a Firenze Big Academy, una scuola di alta formazione – 200 ore di lezioni e laboratori concentrate in 18 weekend (venerdì e sabato) da gennaio a ottobre – promossa da cinque grandi aziende che operano sul territorio. A unire le forze sono Nuovo Pignone (turbine e compressori per il mercato dell’oil&gas), El.en (laser), Kme (prodotti intermedi in rame), Leonardo (elettro-ottica per la difesa terrestre) e Thales (aerospazio), multinazionali che producono un valore aggregato di 40 miliardi e impiegano 40mila persone in Italia, insieme con l’Università di Firenze.

Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Cr Firenze e presentato il 17 settembre 2020, è diretto a formare manager o aspiranti manager nei settori energia, meccanica, ottica, elettronica e tecnologie informatiche, che operano sia nelle multinazionali o in grandi gruppi sia in piccole e medie aziende della filiera.

Sei le aree tematiche (sviluppo del business e internazionalizzazione; operations; dinamica finanziaria e controllo di gestione; transizione energetica e digitalizzazione; leadership e sviluppo organizzativo; governance e crescita aziendale) che saranno affrontate, in co-presenza, da docenti universitari e top manager aziendali.

Presidente di Big Academy è Paolo Ruggeri, vicepresidente di Nuovo Pignone (gruppo Baker Hughes): «Big Academy è un progetto di sviluppo locale in cui hanno creduto aziende, istituzioni e enti – spiega – che punta a condividere esperienze, competenze e a far crescere il sistema industriale». A sottolineare il deficit italiano sul fronte della formazione è il rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei: «Siamo al terzultimo posto tra i Paesi Ocse per numero di laureati tra i 25/34 anni – ha detto – e andiamo ancora peggio nei diplomati tra i 19/25 anni e nella formazione continua. Questa nuova scuola va a colmare un vuoto e noi dovremo sforzarci di trovare strumenti didattici diversi».

Applaude all’iniziativa anche il presidente di Confindustria Firenze, Maurizio Bigazzi: «La crescita delle competenze di tutto il sistema produttivo era urgente già prima della pandemia; oggi è ancora più inderogabile, è la vera priorità del Paese. Guai a noi se non sapremo reagire in maniera adeguata a questa esigenza che ha implicazioni fortissime a livello economico e sociale, soprattutto riguardo al futuro del nostro territorio e dei nostri giovani».