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Follett e la sua Inghilterra dei Secoli Bui che assomiglia molto al paese della Brexit



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Dopo 30 anni, lo scrittore inglese torna ai “Pilastri della Terra”: il nuovo romanzo “Fu Sera e Fu Mattina” è il prequel ambientato un secolo prima. Abbondano le analogie con l’odierna Gran Bretagna

di Simone Filippetti

(Afp)

Dopo 30 anni, lo scrittore inglese torna ai “Pilastri della Terra”: il nuovo romanzo “Fu Sera e Fu Mattina” è il prequel ambientato un secolo prima. Abbondano le analogie con l’odierna Gran Bretagna

5′ di lettura

Londra.Nell’anno 410 dell’era cristiana, ma erano circa 1200 dalla nascita di Roma, che era ancora il calendario dominante, sull’isola a nord della Francia nota come provincia Britannia arriva un messaggio dal messo imperiale di Roma: il divo Flavio Onorio annuncia il ritiro delle legioni. Era diventato troppo oneroso e inutile tenere a bada le continue incursioni dei barbari Caledoni a nord (i futuri scozzesi) e quelle via mare dei germanici Angli e Sassoni che arrivavano via mare dal continente. Inizia un lungo periodo di secoli bui e di declino: dovrà passare mezzo millennio prima che la civiltà torni a prosperare, con lo splendore del Medio Evo.

Ken Follett: “Fu sera e fu mattina”

L’Inghilterra dei Secoli Bui

Mille anni dopo la Storia sembra ripetersi, ma con un movimento opposto: oggi è la Gran Bretagna che abbandona l’Europa. E’ in corso una lotta fra poteri, non solo politici, come quella che sconvolse l’isola attorno all’anno mille. Con un racconto epico sugli anni bui dell’Inghilterra, lo scrittore britannico Ken Follett, il più celebre autore inglese di best seller mondiali, torna in libreria dopo anni di assenza. E non torna con un nuovo romanzo, ma con il racconto forse più ambizioso e atteso: “The Evening and The Morning” è il prequel del suo romanzo più famoso e venduto, “I Pilastri della Terra” da cui il regista Ridley Scott, il padre di Alien e Il Gladiatore, ha ricavato una serie tv. Anni fa Follett aveva già scritto il seguito del romanzo, dove raccontava il futuro di Kingsbridge, la fittizia cittadina (ma così amata dai fan che ha anche un suo sito internet) attorno a cui si intreccia la storia dell’Inghilterra medievale.Il 15 settembre c’è stato il lancio mondiale del libro, Italia compresa. Nella versione di casa nostra, pubblicata da Mondadori, l’ultima fatica di Follett, tradotta da Anna Maria Raffo, ha il più pregnante titolo di “Fu Sera e fu Mattina”, che meglio evoca i tempi bui e cupi del romanzo. Un seguito, in realtà cronologicamente anteriore, che arriva dopo 30 anni dall’uscita del romanzo capostipite e narra le vicende precedenti ai Pilastri della Terra, ossia gli eventi che porteranno alla nascita di un piccolo villaggio che diventerà la futura Kingsbridge sede di una cattedrale.

I segreti di uno scrittore di successo

La storia inizia nell’estate del 997 d.C., più di 100 anni prima dei Pilastri, con un’incursione vichinga su una cittadina anglo-sassone della costa meridionale. Violenza, povertà, arretratezza di una società impregnano subito il racconto di un vivido realismo. “A me interessa il dramma, intrecciare vicende che attirino il lettore” esordisce Follett nel giorno della presentazione mondiale del libro dal suo studio nel Galles, parlando al Sole 24 Ore. La prima domanda che uno scrittore riceve sempre è da dove nascano le idee per una storia. “Non basta un’idea, servono scene e drammi che arrivino a utilizzare 40-50mila parole. Molti lettori mi scrivono proponendomi un’idea di romanzo, alcune anche buone. Ma non basta: per scrivere un romanzo ne servono molte di più”.I personaggi di “Fu Sera e Fu Mattina” sono fittizi, ma tutto il contesto in cui si muovono, dagli oggetti, al cibo ai modi di vivere all’Inghilterra dei secoli bui, è tutto storico e documentato. Sono occorsi 3 anni di lavoro e ricerca (tra cui uno studio approfondito dell’Arazzo di Bayeux in Normandia) per la stesura del libro. “Passo due anni a documentarmi e a scrivere. E poi un altro anno per riscrivere tutto” spiega Follett: “Non faccio una revisione (editing, Ndr) del testo ma una vera e propria riscrittura perché se solo mi rileggessi, mi compiacerei troppo. Solo riscrivendo riesco a migliorare quello che ho fatto”.

Il processo creativo è un nodo centrale per ogni scrittore e Follett ricorda l’aneddoto di Stephen King, altro grande grafomane moderno, che di fronte all’incessante domanda dei lettori “Come le vengono le idee?”, usa la risposta preconfezionata e falsa: “Al Supermercato”. Follett dice di avere come Stella Polare per l’ispirazione solo quella di scrivere dei “page-turner” (romanzi che ti fanno venir voglia di andare avanti) senza riferimenti all’attualità: “I miei libri non hanno messaggi politici”, ma in realtà l’ultima fatica dello scrittore di Cardiff trasuda politica da tutte le pagine. Impossibile non cogliere riferimenti e analogie tra l’Inghilterra dei Secoli Bui e quella attuale. Lo stesso Follett lo ammette in qualche modo: “Mi interessava narrare lo scontro tra poteri e civiltà” che, nel romanzo è lo scontro tra gli Anglo-Sassoni, che sono gli abitanti del paese da dopo l’addio dei romani; i Vichinghi, pirati del nord che con le loro navi da guerra fanno razzie sulla costa; e i Normanni, a nord della Francia, che sono la civiltà più sofisticata e progredita dell’epoca e infatti alla fine vinceranno su tutti gli altri, con Guglielmo il Conquistatore e l’instaurazione della monarchia. “In ogni epoca di cambiamenti e trasformazioni c’è sempre una parte di società che tifa per l’ingresso e un’altra che vuole mantenere lo status quo. E’ una dinamica che si ripete in tutte le epoche”.

Il Medio Evo e la Brexit

Il pensiero corre alla Brexit: il progresso è di chi chiede un’Europa unita per essere un continente che guida la globalizzazione; i Brexiter invece sono dei tradizionalisti che vorrebbero l’Inghilterra del passato e che vedono svanire ogni giorno.Tra le righe si coglie per quale parte tifi il suo autore. L’Inghilterra del protagonista Edgar (che ricorda l’eroina Aliena del sequel) è quella prima dell’arrivo della monarchia che fissò il principio della Rule of Law: una società violenta, ostile, prevaricatrice dove la giustizia non esiste. La legge è il fondamento della democrazia, è la morale del libro che esce proprio mentre a Westminster, il Governo di Boris Johnson sta cercando di forzare la legge e violare gli accordi internazionali sulla Brexit. “Oggi, da Boris a Trump i governi mondiali vogliono mettersi sopra i parlamenti e la legge” commenta Follett e dunque la politica entra dalla porta principale nel suo libro. Lui stesso è un aperto AntiBrexiter: anni fa ha organizzato un “Friendship Tour” in Francia con altri tre scrittori.Con quest’opera, ancor più che col precedente “Pilastri della Terra”, Follett, grande ammiratore di Tomasi di Lampedusa, si impossessa dello scettro del romano storico medievale portato al successo da Umberto Eco, col Nome della Rosa, ma i due si odiavano cordialmente: Eco bollava Follett di “scene sciatte e inverosimili” il quale a sua volta aborriva la noiosità di Eco e delle sue pedanti descrizioni. Coincidenza o casualità post-Covid, il 2020 dei libri si apre e si chiude con due romanzi medievali, di due mostri sacri inglesi: a gennaio è uscito “The Second Sleep” di Robert Harris (Il Sonno del Mattino, anch’esso pubblicato da Mondadori): il primo immagina un MedioEvo futuristico e distopico; Follett descrive un Medio Evo reale e storiche. Tra le pagine di entrambi, però, c’è una visione pessimista della società attuale: Harris prefigura la morte per una società troppo dipendente dalla tecnologia; il messaggio di Follett è che quando si prevarica la legge, dilagano anarchia e declino.