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«In isolamento senza tampone e mi serve un farmaco salvavita»



covid – l’epidemia

Mezzogiorno, 17 settembre 2020 – 08:48

Il racconto di una fisioterapista napoletana costretta a restare in casa. Vorrei che almeno venissero eseguite le analisi che mi spettano

di Anna Paola Merone

Pina ParlatiPina Parlati attende da quasi dieci giorni un tampone. Lo scorso marted ha avuto per la prima volta la febbre, che le durata per tre giorni. Ha telefonato al suo medico di base che l’ha inserita — in base ad una serie di parametri — sulla piattaforma dei pazienti che andavano sottoposti agli esami Covid.

Esame al quale non sono in realt mai stata sottoposta spiega la signora, una fisioterapista che nei giorni precedenti all’innalzamento della temperatura ha avuto una serie di contatti per motivi personali e professionali. Ma niente tampone e, dunque, niente tracciamento — osserva —. Sono consulente presso la Guardia di Finanza, seguo altri pazienti presso il mio studio e tecnicamente — se il tampone fosse stato positivo — si sarebbe dovuto risalire a ciascuno dei miei contatti. Ma il tampone non mai stato eseguito e io non so se ho avuto solo una febbre, che ormai passata da giorni, oppure altro.

La situazione resa pi complessa da una particolare patologia che ha la signora, legata alla tiroide. Ho bisogno di fare prelievi specifici a intervalli brevi per dosare i farmaci che prendo — racconta —. Ed stato arduo ottenere la possibilit di andare in laboratorio e sottopormi ad un esame che di fatto salvavita. Nessun laboratorio poteva mandare infermieri a casa, ho chiamato chiunque spiegando la situazione. E cos mi hanno autorizzata a spostarmi con la mia auto per andare presso la mia struttura di riferimento, in grado peraltro di fornirmi risposte nel giro di poche ore. Condizione per me essenziale. Non sono stata per autorizzata a recarmi al Frullone per il tampone. Lo avrei fatto, ma non c’ un protocollo che lo prevede. Dunque la mia attesa si prolunga, va avanti, il tempo si dilata e mi avvilisce pensare che la mia quarantena potrebbe tecnicamente incominciare dopo un tampone arrivato a dieci giorni e pi di distanza dopo l’allarme inoltrato alla Asl.

Pina Parlati ha fatto quasi cinquecento telefonate fra Asl, numero verde della Regione, presidi medici. C’ da impazzire, nessuna risposta, il vuoto, l’impossibilit di ottenere riscontri concreti al di l del garbo di medici che, oltre ad immedesimarsi con umanit nelle situazioni dei singoli, possono fare poco aggiunge.

Luned prossimo, tampone o no, ha la necessit un nuovo prelievo legato al suo problema di salute. Tremo al pensiero di dover affrontare di nuovo un percorso fatto di telefonate, domande senza risposta, frustrazioni — dice —. So che migliaia di persone in Campania sono nella mia situazione e non giusto abbandonare chi si trova isolato in casa, in attesa di un verdetto e di un segno di presenza da parte della sanit pubblica. Se mi avessero autorizzato sarei andata personalmente anche in un laboratorio. E intanto non posso non pensare che il mio lavoro, gi messo a dura prova dal lockdown, finir per risentire ulteriormente di questo stop non legato specificamente al Covid, ma solo ad una catena di disservizi.

17 settembre 2020 | 08:48

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