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La Bologna Business School investe 15 milioni e raddoppia gli spazi con un nuovo campus green



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Intervento di 3.300 mq sui colli bolognesi affidato a Mario Cucinella Architects recuperando vecchi edifici attorno a Villa Guastavillani

di Ilaria Vesentini

Intervento di 3.300 mq sui colli bolognesi affidato a Mario Cucinella Architects recuperando vecchi edifici attorno a Villa Guastavillani

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Alla storica villa Guastavillani del Settecento si aggiungeranno nel giro di un paio d’anni spazi moderni ed ecosostenibili ricavati da una casa colonica e da un vecchio forno: la Bologna Business School, l’alta scuola di management dell’Alma Mater, il più antico ateneo d’Europa, più che raddoppia gli spazi e dà il via i lavori per 3.300 metri quadrati del nuovo campus incastonato nei colli bolognesi che dominano le Due torri, che da vent’anni richiama studenti da tutto il mondo con i suoi programmi post laurea.

L’investimento da 15 milioni di euro, affidato a Mario Cucinella Architects e sostenuto economicamente anche dalle industrie del territorio (e della motor valley in particolare), darà respiro alla BBS, costretta durante la pandemia a spostare parte delle aule nei padiglioni della fiera, e ai piani di sviluppo, come spiega il “dean” Massimo Bergami: «Non ci stiamo fisicamente più nell’attuale sede, siamo cresciuti. La nostra aspettativa è iniziare a usare il campus da settembre 2021, anche se non potrà essere tutto terminato per quella data. Avremmo voluto, ma sono state necessarie molte autorizzazioni per l’adeguamento dei volumi e l’impatto sul paesaggio e poi ci si è messo il Covid.

La disponibilità di alcuni immobili proprio di fronte a Villa Guastavillani ci ha fatto decidere di crescere qui, dove siamo nati. Il nostro campus bolognese si è trasformato in un ecosistema, sempre più attrattivo per le competenze e conoscenze internazionali. È in contesti come la BBS che vanno giocate le carte per fare ripartire l’economia e lo sviluppo della società, creando nuove competenze per l’impiego delle tecnologie digitali, dei big data e per la guida della transizione verso la sostenibilità economica e sociale».

«Abbiamo perso un po’ di tempo per le vicende che conosciamo – conferma Mario Cucinella entrando nei dettagli architettonici di un intervento “leggero’” che semplifica le strutture in modo da inserirsi in maniera silenziosa nel contesto delle colline bolognesi, attraverso volumi trasparenti che si mimetizzano con la natura e il paesaggio – ma non partiamo da zero. Gli spazi della casa rurale hanno già un impianto e vanno rifatti tutti ex novo e i volumi che vengono demoliti hanno già una parte di interrato».

E Romano Prodi, invitato al taglio del nastro dei cantieri evidenzia che se la Business school della città “straripa” è perché «C’è un corpo di insegnanti di altissimo livello, di sartoria raffinata, più forte di quello delle school concorrenti. La BBS deve essere internazionale, ma anche legata alla sua Università. Arriva ora un impasto tra sede antica, che affascina i visitatori stranieri, e sede moderna, come necessario adeguamento. È un intervento che costa molto ed è stata una fatica terribile avere il finanziamento per poter partire, ma ora lo slancio c’è».