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ECONOMIA

Chimica Ue in frenata (-5,2%), serviranno due anni per tornare ai livelli pre Covid



La pandemia, come dice Ferrari, «ha aperto gli occhi a tutta l’Europa sulla necessità di dotarsi di una solida capacità industriale e sull’importanza di essere interconnessi. In questi mesi abbiamo riportato in Europa molte produzioni, dalle mascherine ai disinfettanti, e la chimica ha dimostrato il ruolo primario che ha nelle nostre vite, portandoci a riflettere anche su alcune scelte, come quella di mettere al bando così velocemente il monouso che oggi si sta rivelando di grande importanza. Adesso ci aspetta il recovery plan della Ue che può trasformare questa terribile crisi nell’opportunità di creare un’economia europea più resiliente, rendendo possibile raggiungere gli obiettivi del green deal europeo».

Il green deal nei piani del Cefic

La continuità della presidenza del Cefic, oltre che la necessità di rafforzare la politica industriale europea, sta anche qui. «Gli obiettivi del green deal e i fondi del recovery plan rappresentano un’enorme opportunità per l’industria chimica – spiega Brudermueller -. Se andiamo a vedere i dati globali ci sono tre grandi poli della produzione chimica. Gli Stati Uniti, la Cina e l’Europa. Premesso che le nostre sono aziende globali e che hanno bisogno di uno sviluppo globale, l’Europa deve mostrare la sua leadership innovando e dando un contributo sulle nuove tecnologie necessarie per la transizione energetica e digitale. C’è la chimica dietro i pannelli solari, le turbine, le batterie dell’auto elettrica, l’isolamento termico, il riciclo». Il Cefic sostiene pubblicamente il green deal e l’ambizione dell’Europa di avere un impatto climatico zero entro il 2050. «Come provider di soluzioni per l’economia circolare e per abbattere l’impatto sul clima, la chimica avrà un ruolo chiave – dice Brudermueller -. Senza la chimica il green deal non potrà che fallire. La sfida, però, è mantenere il settore competitivo mentre attraversa questa enorme trasformazione. Il mio obiettivo è gettare le basi per realizzare insieme la transizione». Per Brudermueller L’Europa dovrà «diventare un polo europeo dell’innovazione e un’area di interesse per gli investimenti in tecnologie innovative. Siamo pronti a concludere un “accordo sui prodotti chimici futuri” e sarà un mio obiettivo personale discutere le giuste condizioni quadro con i leader europei per trovare soluzioni comuni per affrontare questa immensa sfida».