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I danni del Covid, in Campaniaaumentano i nuovi poveri. E in maggioranza sono donne



il dossier caritas

Mezzogiorno, 19 ottobre 2020 – 11:42

Una persona su due che va in un centro di aiuto lo fa per la prima volta. Don Tonino Palmese: attenzione a quel welfare mafioso di prossimit

di Elena Scarici

In Campania crescono i “nuovi poveri”. Da un anno all’altro l’incidenza di coloro che si sono rivolti ai centri di ascolto diocesani e parrocchiali della Caritas passata dal 31% al 45%. Quasi una persona su due lo ha fatto per la prima volta. In tre mesi (marzo-maggio 2020) la rete delle Caritas ha registrato un forte incremento del numero di utenti sostenuti a livello diocesano e parrocchiale: circa 450 mila persone. Sono aumentate soprattutto le donne, pi fragili e svantaggiate sul piano occupazionale, e gli italiani (52% rispetto al 47,9 % dello scorso anno). questa la fotografia degli effetti economici e sociali della pandemia emersa dal Rapporto 2020 su povert ed esclusione sociale in Italia di Caritas italiana, intitolato Gli anticorpi della solidariet, pubblicato ieri in occasione della Giornata mondiale di contrasto alla povert. Un incremento, secondo Caritas italiana, sicuramente sottostimato e molto diverso dal passato, quando la povert era sempre pi cronica, multidimensionale, legata a vissuti complessi.

Reddito di cittadinanza

Interessante il focus sul Reddito di cittadinanza. Dalla rilevazioni effettuate in 22 Caritas di 15 regioni emerso che i percettori del reddito di cittadinanza sono risultati pari a poco meno del 40% e che i beneficiari sono concentrati soprattutto nelle regioni del Sud (47%) Si tratta per lo pi di coppie mono-genitoriali o single con basso o nessun tasso di attivit lavorativa e basso reddito.

Usura al Sud

Il rapporto Caritas non scende nel dettaglio delle singole regioni, per fotografa i disagi anche a livello locale ed individua nel Sud e in Campania come effetto della pandemia, un aumento della povert e di conseguenza un aumento della criminalit e del fenomeno dell’usura. Al Sud l’emergenza ha reso pi forte la criminalit organizzata che talvolta si posta come alternativa allo Stato per aiutare chi si trovato ormai in preda alla disperazione, si legge nel Rapporto. Un vero e proprio welfare mafioso di prossimit. Cos si esprime in proposito don Tonino Palmese, vicario episcopale per la carit e presidente della Fondazione Polis: Per la gente bisognosa la strada pi vicina quella della sudditanza, quella sudditanza che le mafie infliggono grazie alla liquidit e alla non tracciabilit che hanno del denaro in questione. Purtroppo, devo sottolineare che tale sistema pur essendo conosciuto dalle varie realt dello Stato, riesce ad essere, da una parte, impenetrabile per la “liquidit”, ma allo stesso tempo permette alla politica il “lusso” dell’assenza perch nella immediatezza del disagio e del bisogno, la criminalit diventa ammortizzatore sociale e toglie cos al grido dei poveri la possibilit di giungere verso un ascolto onesto e legale come quello che dovrebbe garantire lo Stato. Duemila anni fa — conclude Palmese — qualcuno ci mise in guardia dicendo che “i poveri li avremmo avuti sempre con noi”. Non era una ovviet, bens la tragica profezia di una povert, che intesa come impoverimento e cinica indifferenza da parte della comunit (tutta), si sarebbe trasformata in un sistema di miseria, sudditanza e spesso di morte.

19 ottobre 2020 | 11:42

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