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ECONOMIA

Nel messinese la Aicon costruirà barche su misura



Il rilancio

Imprenditori statunitensi hanno rilevato il marchio e riavviato la produzione

di Nino Amadore

Uno dei modelli della Aicon

Imprenditori statunitensi hanno rilevato il marchio e riavviato la produzione

3′ di lettura

Si chiama Aicon Group, ha sede degli Stati Uniti ed è la holding che controlla la Aicont yachts che invece è italiana, anzi orgogliosamente siciliana si potrebbe dire visto che ha l’obiettivo di rilanciare lo storico marchio internazionale della nautica ripartendo proprio da dove la storia si era interrotta: dal messinese.  In particolare da Giammoro, lì dove per anni ha avuto sede la Aicon che si era affermata in tutto il mondo per i suoi yacht di lusso. La newco non ha nulla a che vedere con l’azienda che ha chiuso i battenti qualche anno fa travolta dai debiti.

I nuovi investitori arrivano dagli States: si tratta di Marc-Udo Broich, imprenditore americano di origini tedesche che ha la maggioranza della nuova società, affiancato dallo storico partner finanziario John Venners e da altri investitori . Col supporto, per districarsi nella complessa normativa italiana, dello studio di commercialisti Ficarra&partners. «Siamo pronti a ridare ad Aicon il lustro che merita, costruendo in Italia per garantire la massima qualità possibile alle nuove imbarcazioni – ha spiegato Marc-Udo Broich, ceo del Gruppo che ha rilevato nel 2018 il marchio Aicon –. Punteremo a costruire imbarcazioni realizzate praticamente su misura, un genere che oggi non esiste nel segmento dai 50 agli 85 piedi. Design italiano ed ingegneria americana costituiranno una miscela irresistibile».

La mission di Aicon, spiega l’imprenditore statunitense, è di produrre imbarcazioni per il settore luxury con una nuova concezione nella progettazione della barca che viene allestita negli interni con le indicazioni del cliente, in pratica viene fatta su misura «un vero Atelier-Aicon. Esiste la necessità di soddisfare il desiderio dei diportisti di costruire yacht personalizzati di fascia alta per soddisfare le loro esigenze specifiche e standard elevati» dice Broich. Il secondo punto della mission aziendale è il servizio di assistenza a tutte le barche Aicon nel mondo , con la volontà di assistere tutti i clienti che in vent’anni hanno scelto Aicon. Altro punto importante della strategia è il refit delle imbarcazioni nel mondo: «Tutti i possessori possono aggiornare le proprie barche sia negli allestimenti interni sia nelle motorizzazioni» aggiunge Broich.

Negli ultimi due anni l’imprenditore statunitense si è trovato a fronteggiare le complesse procedure italiane e c’è stato un momento in cui sembrava dovesse andare a fare l’investimento nelle Marche: «Il nostro progetto industriale doveva nascere nei cantieri di Fano ma è stata colta l’opportunità di restare in un territorio come quello siciliano che per il settore nautico ha una grande tradizione, ed è al centro del Mediterraneo. Le maestranze qui presenti ci agevolano in un percorso di industriale vista la competenza ed il know how acquisito in decenni di produzione» dice Broich. Quest’estate la nuova Aicon ha ottenuto il via libera alla sottoscrizione del contratto di affitto di uno stabilimento nella zona industriale di Giammoro: su un’area di 30mila metri quadrati, che sarà ufficialmente inaugurata a novembre, saranno prodotte le barche e gli scafi in vetroresina. Qui è previsto il debutto di una nuova linea di barche che punta agli Stati Uniti, «in un mercato da sempre sinonimo del successo di Aicon»: negli States sono state vendute molte delle 500 Aicon costruite tra il 2001 e il 2010. Il piano strategico dell’azienda prevede di arrivare in cinque anni, quando la produzione sarà a regime, a 350 addetti diretti cui si aggiungeranno 200 addetti nell’indotto. Il primo modello in arrivo è l’Aicon 66, uno yacht semi-custom di 20 metri con grande attenzione ai dettagli che, nelle intenzioni di Broich, è destinato a diventare il punto di riferimento in un mercato sempre più esigente. Per il progetto è stato “arruolato” Sergio Cutolo, già direttore tecnico di Baglietto e collaboratore dei più autorevoli costruttori di barche al mondo.