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Covid, Crisanti: «Al punto in cui siamo bisogna solo chiudersi in casa. Manifestare non ha senso»



l’intervista

Mezzogiorno, 24 ottobre 2020 – 09:50

Inutile tentare tracciamenti, troppo alta la percentuale degli infetti. il giudizio di uno dei pi noti virologi italiani sull’attuale situazione

di Angelo Agrippa

Al punto in cui siamo giunti, e dopo aver sprecato tutto ci che con grande sacrificio stato fatto nei mesi scorsi, non resta che la chiusura delle attivit. Ormai, solo chiudendo tutto si pu fermare l’epidemia.

Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all’Universit di Padova, direttore del Centro di genomica funzionale dell’Universit di Perugia e presidente del gruppo scientifico del programma Marie Curie dell’Unione Europea, e promotore del tracciamento del focolaio di Vo’ Euganeo nei mesi della prima ondata di Covid, commenta con amarezza gli annunci di chiusura totale delle attivit in Campania: iniziative che, tuttavia, potrebbero essere presto assunte anche in altre regioni.

Dove si sbagliato, professore Crisanti, se siamo ancora qui, a distanza di mesi, a parlare di lockdown totale?

Non abbiamo utilizzato questi mesi per creare un sistema di sorveglianza attiva, incrementando la capacit di fare tamponi e potenziando l’impegno dove serviva, per poi collegare tutto all’app Immuni. Fondamentalmente non stato fatto nulla. L’unica cosa che stata fatta di sperare che fosse finita.

Di chi la responsabilit, delle Regioni o del Governo?

Ma che ne parliamo a fare. Abbiamo assistito ad un delirio indicibile.

Il consigliere del ministro della Salute, Ricciardi, spiega che con questo incremento esponenziale dei contagi inutile puntare sui tamponi. Lei sempre convinto della necessit di attuare un tracciamento a tappeto?

In verit, questo lo diciamo noi che oggi non possibile fare pi nulla: n tracciamenti, n altro.

Beh, cosa resta da fare, allora?

Mettere in campo misure restrittive, aspettare che i contagi diminuiscano e nello stesso tempo promuovere un investimento serio sulle misure di sorveglianza attiva per il futuro.

mancata, secondo lei, una vera linea di comando nazionale nella gestione della emergenza o le Regioni, pur nel loro procedere conflittuale, sono riuscite quanto meno in alcune aree del paese ad intervenire con immediatezza per contenere l’espansione dei contagi?

Sicuramente mancata una linea di comando nazionale perch non stato fatto nulla fino ad oggi. Poi che altre Regioni registrino meno contagi, attualmente, non ne sarei cos convinto: bisognerebbe verificare quanti tamponi riescono ad esaminare nella realt. Perch cos facile dire che vi sono meno contagi che altrove.

Dunque, oltre che chiuderci in casa, non rimane altro?

No, purtroppo non ci sono altre soluzioni.

Ma lei sa che la elevata densit abitativa dell’area metropolitana di Napoli non consente di rimanere chiusi in casa per settimane e in tutta sicurezza?

Certo che lo so, ma non si possono porre rimedi, in soli dieci giorni, agli errori commessi. Ci dovevamo pensare nei mesi scorsi.

Ritiene davvero che sarebbe stato pi semplice convincere i cittadini a non andare in vacanza?

Sarebbe stato un segno di maturit civile dopo trentamila decessi e il danno economico provocato dal lockdown di primavera. Insomma, non mi pare che andare in vacanza sia stata la cosa pi indispensabile di questi tempi.

Guardi che in queste ore si stanno organizzando blocchi stradali, proteste degli studenti sul lungomare di Napoli e degli operatori economici contro l’annunciato lockdown del presidente della Campania De Luca.

Non biasimo le persone che protestano, ma sbagliano il bersaglio: perch non dovrebbero protestare contro De Luca, ma perch in questi ultimi quattro mesi non stato fatto nulla di ci che andava realizzato per evitare la nuova ondata. Probabilmente, tra quelli che protestano vi saranno anche coloro che sono andati in discoteca ed in vacanza e al loro ritorno hanno contribuito a provocare la nuova espansione dell’epidemia. Il problema, tra l’altro, non si chiude qui: non possiamo pi consentirci di andare avanti tra alti e bassi. Bens, occorrer consolidare i risultati dopo le chiusure ed evitare altri errori per il futuro.

24 ottobre 2020 | 09:50

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