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Napoli, dopo il corteo scoppia la guerriglia: ma al posto dei commercianti ci sono solo violenti



il reportage

Mezzogiorno, 24 ottobre 2020 – 21:16

Le tappe della manifestazione contro il coprifuoco

di Luca Covino

Doveva essere la manifestazione dei commercianti e dei piccoli esercenti commerciali, che gi dalla sera prima erano scesi in strada bloccando il traffico davanti a Palazzo Santa Lucia per protestare contro il coprifuoco deciso dal presidente della Regione Campania. E cos stato, in piazza San Giovanni Maggiore, nel cuore del centro storico di Napoli, dove alcuni imprenditori si sono uniti a gruppi di rappresentanza studentesca e dei lavoratori precari. Leggere le tensioni fino a quel momento: qualche coro contro De Luca e tanta voglia di esprimere il proprio dissenso verso l’assenza di un progetto economico di supporto in caso di una nuova chiusura del territorio; ma nessun gesto inconsulto, eccetto per alcuni manifestanti che hanno colpito e imbrattato un’auto della Polizia locale passata in pattuglia in piazza tra la folla, mentre un altro saliva sul tettuccio della vettura. Niente rispetto alla guerriglia urbana che si consumata fino a tarda notte dall’altro lato della citt, tra via De Cesare e via Generale Corsini, e alla quale queste categorie non hanno preso parte se non in modo residuale, dileguandosi e non partecipando attivamente alle violenze.

L’atmosfera cambiata superando piazza del Plebiscito, dove si udivano le bombe carte e si intravedevano le nubi dei fumogeni tra i tetti dei palazzi. Proprio tra il Lungomare Caracciolo e i Quartieri Spagnoli le forze di polizia in assetto antisommossa sono state impegnate a partire dalle 23 contro gruppi violenti che, tra sassaiole e lancio di oggetti, cercavano palesemente lo scontro. L’impressione era che di andare sotto Palazzo Santa Lucia, il luogo dove i commercianti e i lavoratori volevano protestare in modo pacifico, non interessasse pi. Nel tragitto per raggiungere il teatro degli scontri la folla cambiava: non c’erano pi studenti, precari n esercenti. Tra centinaia di motorini, i volti erano pi cagneschi, l’organizzazione della guerriglia apparentemente precisa. Lo stata a tal punto che il presidio di polizia e carabinieri, una cinquantina di agenti in tutto, rimasta pi volte in attesa sul da farsi, subendo un paio di attacchi nel giro di qualche ora a ridosso di via De Cesari e rispondendo con una carica che ha disperso la folla violenta. Durante gli scontri si alternavano momenti di distensione a grande carica di rabbia e in molti tra i residenti sono scesi in strada per partecipare alle proteste. Alcuni esercenti e dipendenti privati hanno provato a spiegare la loro estraneit al pestaggio di un carabiniere, avvenuta qualche ora fa, poco distante dal luogo dell’aggressione all’inviato di Sky Tg 24 Paolo Fratter.

Durante l’acuirsi dei contrasti si cominciato a delineare l’ipotesi di un richiamo via chat di alcune frange di tifo organizzato e della presenza di alcuni affiliati a clan di camorra locali tra i manifestanti. In particolare, quella di Giorgio Mascitelli, figlio di Bruno, reggente dell’omonima famiglia con interessi nel traffico di stupefacenti. Non sono note le dinamiche di coinvolgimento di questi gruppi, n la loro influenza sul fomentare la folla, certo invece che nei momenti di bassa tensione la maggior parte dei manifestanti invitava con le mani in alto i reparti di celere a non caricare. Non siamo contro di voi e non c’entriamo nulla con quei ragazzini che hanno picchiato l’agente, spiegavano alcuni ai dirigenti dei carabinieri. I fuochi degli scontri, infine, si sono estinti a partire dall’una, quando le strade della citt hanno ricominciato a illuminarsi di nuovo con la luce dei lampioni, offuscati fino a poco prima dai fumi di una guerriglia urbana che la maggioranza della citt spera non dissolva le ragioni della protesta: l’assenza dello Stato, quell’equit sociale ed economica che servirebbe a prescindere dalla pandemia.

24 ottobre 2020 | 21:16

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