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Patrizio Rispo: teatranti allo stremo



il grido d’allarme

Mezzogiorno, 24 ottobre 2020 – 13:54

L’attore: ho chiesto appuntamento al ministro Catalfo. La categoria va sostenuta

di Vanni Fondi

Patrizio RispoOrmai sono tanti i teatranti ridotti alla fame, che mi chiamano ogni giorno a casa chiedendo di rappresentare i loro bisogni. Non voglio parlare solo degli attori noti, ma di tutti i lavoratori di un settore allo sfascio, usato e dimenticato, dai tecnici ai costumisti, dagli scenografi agli elettricisti, dai microfonisti a parrucchieri e truccatori. Nessuno di loro tutelato come dovrebbe e ormai la nostra una categoria completamente in ginocchio. A parlare Patrizio Rispo, attore e volto noto della tv e della scena, oltre che vice presidente del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale. Il suo un (nuovo) grido d’allarme in difesa di una delle categorie pi bistrattate ai tempi della pandemia. Che raccoglie un numero enorme di lavoratori non rispecchiato da ci che si vede all’esterno, racconta. I pi penalizzati – continua Rispo – sono proprio gli attori di teatro, che pure, lo so, saranno chiamati di nuovo a presentare eventi in rete per poi tornare a essere mollati al loro destino. Come gi successo. Attori protagonisti di iniziative istituzionali online pubbliche e private, gli unici in grado di far ridere e riflettere durante la quarantena, ma poi clamorosamente dimenticati. La richiesta di tutti quella di un sostegno a tutta la categoria. Ho chiesto un appuntamento al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Nunzia Catalfo e dopo tanti anni abbiamo (ri)creato il registro degli attori che avr il sostegno di tutto il mondo della politica. Per difendere i veri attori che, con i blocchi dovuti ai lockdown, non arrivano neanche a maturare i giorni di lavoro per vedersi riconosciuto l’accesso ai sostegni. Ci siamo aiutati con l’Imaie – dice Rispo – ma ora veramente non ce la facciamo a risolvere l’infinit dei problemi della nostra categoria senza l’aiuto del ministero del Lavoro dopo quello del Mibact. E io, che mi divido tra set e teatro, mi rendo conto che c’ una grande differenza tra chi lavora a cinema, in tv e in radio: tutti gli audiovisivi sono riusciti a lavorare e a essere monitorati di pi. Ma chi ruota attorno alla scena teatrale che invece non (stato) proprio considerato. E proprio gli attori di teatro vorrebbero sempre andare in scena, ma si scontrano con i divieti e le limitazioni agli spettatori, quando questi ultimi hanno avuto e hanno la volont di venire. Ora, con altri blocchi, tutto cambier di nuovo, in peggio.

24 ottobre 2020 | 13:54

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