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Bonavitacola: «Capisco la rabbia ma la Regione non c’entra nulla»



l’intervista

Mezzogiorno, 27 ottobre 2020 – 09:31

Le proteste contro le misure restrittive e le chiusure anti Covid

di Angelo Agrippa

Fulvio Bonavitacola non soltanto il fidato braccio destro di Vincenzo De Luca e il vice presidente della giunta, ma anche il suo nunzio apostolico presso altre istituzioni. Insomma, il volto della diplomazia regionale.

Veniamo alle proteste di questi giorni. L’intensa produzione di Dpcm e ordinanze regionali ha provocato disorientamento. Si poteva fare meglio?

La situazione in continua evoluzione ed il rischio della confusione grande. Mi riferisco al rapporto fra norme nazionali e ordinanze regionali. Nella scuola c’ una differenza netta, fra le misure di chiusura prese dalla Regione (motivate dai dati di contagio in et scolare) ed i papocchi demagogici di Azzolina. Sul commercio, ristorazione e bar non la stessa cosa. Le misure restrittive di chiusura di ristoranti e bar sono norme nazionali. Unica differenza con le norme regionali riguarda l’orario di divieto d’asporto: alle 24 per disposizione nazionale, alle 23 per la Campania. Quindi i nuovi divieti che hanno originato le proteste recenti non hanno nulla a che vedere con le ordinanze regionali. Devo anche osservare che la Campania aveva criticato la norma sulla chiusura alle 18.

Ma ai cittadini importa poco da chi provengono le disposizioni.

La protesta legittima. Ma non pu essere contro la Regione. Certo, il malessere di molte categorie produttive ampiamente motivato. Non abbiamo atteso la piazza per chiedere al Governo, come per primo ha fatto il presidente De Luca, di affiancare le misure di prevenzione sanitaria con un fondo nazionale di almeno 10 miliardi per sostenere famiglie e imprese. Continueremo ad ascoltare le categorie produttive per meglio affinare le proposte al Governo. Siamo molto impegnati su entrambi i fronti , quello sanitario e quello economico. Poi ci sono altri soggetti impegnati sulle passerelle televisive e nell’irresponsabile speculazione sul malessere. Da noi, massima ammirazione per le forze dell’ordine. auspicabile che i facinorosi vengano separati dalle persone esasperate.

Non ritiene che qualcosa non abbia funzionato nella comunicazione di De Luca?

Vi da chiedersi se si tratta di errata comunicazione regionale o errata rappresentazione mediatica della comunicazione regionale.

Ma se il venerd parla da solo.

Il presidente ha proposto al Governo di adottare misure drastiche per fronteggiare l’impennata dei contagi. Ed ha aggiunto che la Campania non sarebbe rimasta a guardare in assenza di risposte chiare. Queste risposte ci sono state, ma in misura parziale. E noi siamo rimasti sulle nostre posizioni per la chiusura delle scuole. La sommatoria fra il Dpcm del 25 ottobre e la chiusura delle scuole determina per la Campania il quadro normativo pi rigoroso che ci sia oggi in Italia.

Lei ha tentato il dialogo istituzionale con l’amministrazione comunale di Napoli. Cosa non riuscito?

Non ho preso iniziative buoniste, ma agito in sintonia con il presidente De Luca. Non abbiamo mai fatto mancare la nostra collaborazione. E non ci siamo limitati alle benedizioni liturgiche ed alle pacche sulle spalle. Abbiamo destinato svariate centinaia di milioni per interventi in accordo col Comune, dal ciclo dei rifiuti a quello delle acque e depurazione, dai trasporti alle politiche abitative, dalla manutenzione del verde all’impiantistica sportiva.

Non stato sufficiente. Di chi la colpa?

Mai avuto problemi di collaborazione con il mio collega assessore comunale all’Ambiente. Mi capitato pi volte di affrontare i pi svariati temi con l’ex capo gabinetto del sindaco. Non nego che con le sue dimissioni diventato davvero difficile avere un’interlocuzione valida con il Comune di Napoli. Per parte nostra abbiamo sempre distinto il piano della dialettica politica dalla necessaria e leale collaborazione istituzionale. Per a dialogare si deve essere in due. Chi vittima del virus del microfono e della vanit da teleschermo non pu essere molto interessato al dialogo istituzionale. Che serve a fare le cose, non le chiacchiere.

27 ottobre 2020 | 09:31

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