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Covid, Marisa Laurito: «Il mondo che c’è davanti e dietro le quinte va rispettato»



L’intervista

Mezzogiorno, 27 ottobre 2020 – 08:23

L’attrice: Il nostro Trianon continuer l’attivit con le prove e i laboratori.Ora per i soldi vadano soltanto a chi produce e crea lavoro

di Vanni Fondi

Marisa LauritoImpariamo a essere uniti. Tutti noi che abbiamo la funzione di regalare cultura, emozioni, svago, impegno, divertimento dobbiamo essere compatti di fronte a questa crisi. Solo cos riusciremo a venirne fuori. L’appello all’unit di tutti i lavoratori del teatro, dello spettacolo, di Marisa Laurito, al vertice del rinato Teatro Trianon Viviani, lo Stabile della canzone napoletana a Forcella, che l’attrice sta guidando con quel piglio che non le mai mancato.

E che provoca un altro appello ancor pi accorato sui fondi arrivati e in arrivo per ristorare il settore. Vorrei che i soldi pubblici che c’erano e ci sono ancora al Mibact per l’emergenza – dice la cantattrice – siano mirati, smistati con giustizia e quindi spesi bene per le produzioni reali. E che non rimangano poi invece in tasca nel portafoglio di teatri che non producono e chiudono per non essere (re)distribuiti a chi lavora anche dietro le quinte e ne ha veramente bisogno.

Il vero dramma di un settore sempre pi in crisi, che non vede il proprio futuro proprio quello delle maestranze.

Sono tanti i dimenticati che tengono in piedi tutto il carrozzone, senza calcolare l’enorme indotto: c’ un mondo davanti e dietro le quinte, da rispettare, anche perch partecipa direttamente a un lavoro che l’unica fonte reale insieme di cultura, aggregazione e socializzazione anche in tempi di distanziamento obbligato.

A proposito di distanze, sono sempre state tutte rispettate nei teatri. E allora perch chiuderli?

quello che ci chiediamo in tanti, cercando ancora di scongiurare questo blocco. Ormai tutti conoscono i dati che vogliono 1 solo contagiato per quasi 350 mila spettatori da quando abbiamo riaperto. Non voglio entrare nel merito del perch abbiano chiuso i teatri, mi fido del governo, vedo, capisco e accetto. Ma dico solo che non andavano chiusi perch sono luoghi sicuri e supercontrollati. A partire dal nostro Trianon, dove lo staff molto attento le procedure di sicurezza, dalle distanze alla misurazione della febbre. Non si dovevano chiudere perch sono luoghi di cultura necessari (anche se qualcuno pensa e dice che in questo momento non lo siano), importanti e simbolici come le chiese.

La ricetta per la ripresa secondo una protagonista delle scene, che governa un teatro importante?

Innanzitutto quella di non mollare. E quindi di produrre, utilizzando in modo assolutamente vincolato al lavoro, come ho gi detto, i fondi pubblici a disposizione. Con regole e prospettive. Noi, per esempio, porteremo avanti tutte le attivit, dalle prove delle nostre produzioni alla creazione del museo archivio della canzone napoletana ai i laboratori di Davide Iodice. Non ci fermeremo per creare vitalit e, perch no, pure circolazione di soldi. Il Trianon ha delle sovvenzioni e, restando ligi ai decreti e rispettandoli abbiamo gi prodotto due spettacoli, uno dei quali messo in scena subito proprio per dare immediatamente respiro e mettere in atto produzioni presenti e future e per far vivere tutti i comparti. Peccato “Adagio Napoletano. Cantata d’ammore” che avrebbe dovuto debuttare il 30. Cercher di far lavorare comunque quante pi persone possibile, attendendo nuove direttive. Tutti devono poter sopravvivere.

Il tema sempre quello di salvaguardare il lavoro.

Inutile ricordare che la crisi colpisce tante figure silenziose del mondo degli spettacoli, non solo attori e registi quindi. Dagli elettricisti ai macchinisti, dagli scenografi ai costumisti, ai truccatori e ai parrucchieri. Dai creativi, ai faticatori, tutti importantissimi. Lavoreranno tutti se con pazienza si “indirizzano“ in modo giusto i finanziamenti. Ne va della sopravvivenza di tutto un settore che va tutelato perch dona bellezza ed l’immagine di un Paese. E che non pu sopportare mesi di immobilit come quelli della precedente chiusura.

27 ottobre 2020 | 08:23

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