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Il viaggio di Cotopaxi, il falco pescatore che ha volato da Persano al Niger



natura

Mezzogiorno, 27 ottobre 2020 – 13:16

Nato in Maremma, ha trascorso la primavera, l’estate e le prime settimane di autunno nel paese in provincia di Salerno: poi ha concluso felicemente la sua migrazione invernale in Africa

di Fabrizio Geremicca

Tre settimane circa in volo, sfidando turbolenze e bracconieri, per raggiungere l’Africa, dove trascorrer l’inverno. Cotopaxi, il falco pescatore che nato in Maremma ed ha trascorso a Persano, in provincia di Salerno, la primavera, l’estate e le prime settimane di autunno, ha concluso felicemente la sua migrazione invernale. Era partito da Persano l’otto ottobre e, racconta Giampiero Sammuri, il presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, “ha gironzolato 12 giorni nel Sahara prima di raggiungere il fiume Niger nel Mali”.

La Campania, spiega Pasquale Raia, veterinario ed esponente di Legambiente, “ spesso tappa di partenza dei falchi pescatori diretti in Africa. Arrivano sul nostro territorio a maggio, provenienti dalla Toscana, dove ha avuto successo un progetto di ripopolamento e di creazione di nidi artificiali – e si trattengono nella tarda primavera ed in estate nella zona dell’oasi dei Variconi, nel casertano, oppure a Persano. In autunno s’involano verso l’Africa. Capita anche che in autunno sorvolino la Campania falchi pescatori provenienti dall’Europa del nord e diretti in Africa i quali, dunque, compiono un viaggio ancora pi lungo di Cotopaxi. Anni fa nel centro di recupero della fauna selvatica curammo per esempio un esemplare che era partito dalla Finlandia ed era stato impallinato dai bracconieri mentre sorvolava il territorio casertano”.

Il falco pescatore un rapace diurno e si nutre essenzialmente di pesci, che afferra in veloci picchiate. La popolazione mediterranea conta un centinaio di coppie riproduttive distribuite tra la Corsica, le isole Baleari, l’Algeria ed il Marocco. In Italia per molti anni la specie aveva smesso di nidificare, poi a partire dal 2011 ha ricominciato grazie ad un progetto del Parco naturale della Maremma e della Riserva Naturale Diaccia Botrona. “Sarebbe bello – conclude Raia – se anche nelle aree campane frequentate in primavera ed estate dal falco pellegrino si realizzassero nidi e posatoi che potrebbero attirare le coppie e convincerle a deporre le uova”.

27 ottobre 2020 | 13:16

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