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Napoli, i ristoratori apparecchiano mille coperti a terra alla Regione



la crisi

Mezzogiorno, 27 ottobre 2020 – 17:27

La manifestazione annunciata dalla Fipe Confcommercio nella mattinata a Santa Lucia

NAPOLI – Domattina scendono in piazza nuovamente i gestori dei pubblici esercizi, a Napoli come in altre dieci citt italiane. Nel capoluogo partenopeo l’appuntamento alle 11.30 davanti a Palazzo Santa Lucia, sede della Giunta regionale della Campania. La manifestazione organizzata da Fipe-Confcommercio: Gli ultimi provvedimenti presi da governo e alcune Regioni per il contenimento della seconda ondata di Covid-19 stanno mettendo definitivamente in ginocchio i pubblici esercizi – dice dalla direzione Fipe Massimo Di Porzio -. Non soltanto i ristoranti, gi svuotati dall’effetto psicologico negativo determinato dall’impennata di nuovi casi, ma anche i bar, i locali di intrattenimento e le imprese di catering e banqueting. L’obiettivo della manifestazione ricordare i valori economici e sociali della categoria, che occupa oltre un milione e duecentomila addetti e chiede alla politica di intervenire in maniera decisa e concreta per salvaguardare un tessuto di 340mila imprese che prima del Covid19, nel nostro Paese generava un fatturato di oltre 90 miliardi di euro ogni anno.

Comprendiamo l’emergenza sanitaria e la gravit del momento, ma impensabile che l’unica ricetta proposta per contrastare la pandemia sia quella di chiudere tutto – sottolinea la Fipe -. Coniugare sicurezza e lavoro possibile e deve essere l’obiettivo principale del governo e della politica tutta. In questi mesi gli imprenditori della ristorazione e dell’intrattenimento hanno investito tanto in sanificazioni, dispositivi di protezione per lavoratori e clienti e misure di sicurezza all’avanguardia. Sono stati fatti sacrifici importanti, con senso di responsabilit e attenzione al bene comune, siglando protocolli e rispettando le regole. Questo mondo chiede con forza con forza la possibilit di sopravvivere.

In assenza di aiuti economici purtroppo queste imprese soccomberanno. Sicuramente a fine anno chiuderanno 50.000 imprese, con oltre 350.000 addetti che perderanno il posto di lavoro. Chiediamo alla politica scelte pi mirate, di sostegno ai settori maggiormente in crisi come quello della ristorazione e dell’intrattenimento, non potete lasciare gli imprenditori e i lavoratori da soli.

27 ottobre 2020 | 17:27

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