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EUROPA

Sure, 100 miliardi di prestiti a condizioni favorevoli per sostenere il lavoro



il programma ue per l’occupazione

Il programma Sure prevede cento miliardi di prestiti a tassi bassi, finanziati con obbligazioni Ue, 27,4 destinati all’Italia. Successo per a prima emissione

di Redazione Esteri

La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen

Il programma Sure prevede cento miliardi di prestiti a tassi bassi, finanziati con obbligazioni Ue, 27,4 destinati all’Italia. Successo per a prima emissione

2′ di lettura

Il programma Sure, insieme ai prestiti del Mes e a quelli della Bei, è uno dei tre pilastri varati dall’Unione europea prima del Recovery Fund per contrastare gli effetti della crisi causata dal coronavirus.

Sostegno all’occupazione fino al 2022

Sure (acronimo di Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency) è, come dice il nome, uno strumento europeo di sostegno temporaneo (fino al 31 dicembre 2022) per attenuare i rischi di disoccupazione nella situazione di emergenza venutasi a creare; è pensato per aiutare a proteggere i posti di lavoro e i lavoratori più colpiti dalla pandemia. Nel complesso fornirà assistenza finanziaria per un totale di 100 miliardi di euro sotto forma di prestiti, concessi dalla Ue agli Stati membri a condizioni favorevoli. I prestiti aiuteranno gli Stati membri ad affrontare aumenti repentini della spesa pubblica per il mantenimento dell’occupazione: nello specifico, concorreranno a coprire i costi direttamente connessi all’istituzione o all’estensione di regimi nazionali di riduzione dell’orario di lavoro e di altre misure analoghe per i lavoratori autonomi. In Italia, per fare un esempio, aiuteranno a coprire misure come la Cassa integrazione per l’emergenza Covid o il bonus da 600 euro per autonomi e professionisti.

Prestiti e un sistema di garanzie

Lo strumento poggia sul bilancio comunitario e, come altri analoghi meccanismi europei, si basa su garanzie fornite dagli Stati membri per un totale di 25 miliardi di euro (il 25% dell’ammontare massimo erogato). L’assistenza finanziaria tramite Sure, come già detto, assume la forma di un prestito concesso dall’Ue agli Stati membri che ne fanno domanda; la Commissione contrae prestiti sui mercati finanziari per finanziare quelli agli Stati, che vengono poi concessi a condizioni favorevoli: i Paesi beneficiari possono infatti sfruttare il buon rating di credito della Ue e i conseguenti bassi costi di finanziamento.

Italia primo beneficiario

Non ci sono somme prestabilite per Paese. Tuttavia, i tre Paesi che più beneficeranno di Sure non potranno godere di oltre il 60% del totale dei fondi. Il Consiglio europeo ha già approvato, su proposta della Commissione Ue, un totale di 87,9 miliardi di prestiti a beneficio di 17 Stati membri; l’Italia, con 27,4 miliardi, è il Paese con la quota maggiore, seguita dalla Spagna con 21,3 miliardi.

Tra quanti non hanno fatto finora richiesta di questi prestiti non ci sono Germania, Francia, Austria o Paesi nordici, il che non è sorprendente visto che si finanziano a tassi più bassi di quelli dell’Unione europea.