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Apice vecchia, il sisma continua



il reportage

Mezzogiorno, 24 novembre 2020 – 10:20

Nel borgo sannita tutto rimasto come 40 anni fa

di Roberta De Maddi

A soli 12 km da Benevento, Apice vecchia, il paese dove il tempo sembra si sia fermato a quel 23 novembre di 40 anni fa. Il catastrofico terremoto dell’Irpinia costrinse gli apicesi a fuggire frettolosamente dalle loro abitazioni. Quarant’anni dopo quelle abitazioni raccontano ancora in maniera vivida la vita che c’era dentro quelle mura, i segni evidenti del sisma si scontrano con la vita quotidiana di chi lavorava nel suo studio, cucinava, leggeva una rivista. Un piccolo borgo con una strada centrale dove ai lati si susseguono antichi palazzi nobiliari e non. Negozi con antiche scritte, officine, laboratori d’artigiani. In uno dei palazzi nobiliari, sul soffitto, possibile ammirare un dipinto del celebre pittore Nicola Auciello del 1932. Passeggiando tra i palazzi di Apice, meraviglia e stupore colgono lo spettatore che si ritrova catapultato in un’altra epoca. Profumi e visioni di una storia che sembra cos lontana da oggi eppure ancora cos attuale.

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Apice vecchia, il tempo si fermato al terremoto del 1980

Nelle case l’arredamento rimasto pressoch intatto nonostante i segni dolorosi del terremoto, del tempo e delle intemperie. Gli armadi accolgono ancora i vestiti di chi li indossava, i mobili e le credenze, bench aperte rivelano ci che custodivano. Piatti, bicchieri, stoviglie. Uno studio notarile con i suoi documenti, giornali ancora sul pavimento. Balconi con i vetri rotti, con bellissimi affacci panoramici sulle valli sanniti.

La storia di Apice una storia travagliata. Gi nel 1962 due scosse di terremoto colpirono il borgo senza per distruggerlo. Il 23 novembre del 1980 per Apice e per i suoi abitanti non ci fu scampo: dovettero abbandonare le loro abitazioni.

Accanto al vecchio borgo, Apice oggi stata in parte ricostruita. L’antico castello medievale dell’Ettore, di epoca normanna, stato ristrutturato. Ci sono ristorantini e b&b caratteristici, tra le viuzze percorribili a piedi, che per con il Coronavirus hanno molto sofferto la crisi. Quarant’anni dopo Apice dimostra ancora tutto il suo fascino e il suo carisma, un borgo che si rimette in piedi nonostante la sua travagliata storia.

24 novembre 2020 | 10:20

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