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Covid e scuola, in Campania riaprono asili e prima elementare. Ma molti sindaci prorogano la chiusura



emergenza covid

Mezzogiorno, 24 novembre 2020 – 12:25

Diversi Comuni hanno confermato lo stop fino al 30 novembre, altri addirittura al 5 dicembre. De Magistris: Aspettiamo i dati dello screening per decidere, ma non ci sembrano essere motivi per non riaprire

Domani, 25 novembre, tornano a scuola i bambini degli asili e gli alunni della prima elementare. Ma sono numerosi i sindaci della Campania che hanno deciso di prorogare la didattica a distanza: a Napoli si attendono i dati dello screening; a Pozzuoli la chiusura stata prolungata fino al 29 novembre; a Torre Annunziata il divieto durer fino al 30; a Caserta dad fino al 6 dicembre; a Bacoli e nell’agro Aversano fino al 3; a Quarto scuole chiuse fino al 4 ed a Procida fino al 3 dicembre. Analogo provvedimento stanno approntando altri sindaci, e sono tanti, della regione. Siamo molti ad aver deciso di non riaprire – ha detto il sindaco di Torre Del Greco, Giovanni Palomba – ma questo un gioco allo scaricabarile. La pandemia una guerra e, come tale, ha bisogno di un solo generale, invece lo Stato divide l’Italia in tre colori, poi le decisioni vengono affidate ai governatori, poi dai governatori ai sindaci. Troppo facile, cos se si verifica un focolaio in una scuola il colpevole solo il sindaco e noi a questo scaricabarile non ci stiamo. A Torre del Greco la chiusura delle scuole confermata fino al 5 dicembre. La situazione epidemiologica in citt non delle migliori – insiste il sindaco – nell’ultima settimana ci sono stati due giorni con centinaia di contagi al giorno. L’Asl mi ha rassicurato ed aspettare altri 15 giorni per la riapertura non una cosa negativa: da qui la decisione di riaprire entro il 5 dicembre. troppo rischioso, abbiamo avuto casi positivi di due gemelline di appena un mese e bambini di 2-3 anni tra i nostri contagi.

Analoga la posizione del primo cittadino di Torre Annunziata. In un momento in cui stiamo cercando di evitare ogni forma di contatto mi sembrato pi prudente evitare la riapertura delle scuole, nonostante i dati siano in leggero miglioramento – dice Vincenzo Ascione – i bambini sono portatori asintomatici e a scuola i loro contatti sono tantissimi, dato che fino a 6 anni non hanno nemmeno l’obbligo mascherina. Da qui la scelta del primo cittadino di prorogare lo stop della didattica in presenza al 30 novembre, data in cui sapremo se saremo zona rossa o saranno migliorati i dati complessivi della Campania. Il Comune di Napoli, per decidere definitivamente, aspetta – a meno di 24 ore dalla eventuale riapertura – i dati ufficiali dello screening nelle scuole. Ci sono tre cose da fare – ha rilevato l’assessore comunale Annamaria Palmieri, parlando a radio Crc – chiederemo i dati dello screening. Poi in accordo con l’ufficio scolastico regionale mi riproponevo di ascoltare tutti i dirigenti scolastici e infine bisogna risolvere le situazioni di contorno, partiamo gradualmente con la fascia 0-6 anni. Quando arriveremo dalle seconde in poi bisogner pensare a tante cose. Ho avuto la disponibilit degli altri assessori per mettere in campo tutte le misure possibili e impegnarci con i genitori affinch si evitino gli assembramenti. Il sindaco de Magistris conferma le parole del suo assessore, ma allo stesso tempo propende per la riapertura. Noi ci riserviamo ogni decisione all’esito della verifica dei dati che ci devono essere rappresentati in maniera analitica, cos come disposto nell’ultima ordinanza regionale – afferma il primo cittadino – tenendo anche presente che, ancora, incredibilmente, il sindaco di Napoli, cos come gli altri sindaci delle citt capoluogo di provincia in Campania, non fanno parte dell’Unit di crisi e appena i dati ci saranno comunicati, insieme all’assessore all’Istruzione, gi in contatto con tutti i dirigenti scolastici della citt di Napoli, faremo insieme le valutazioni del caso. Per ora non c’ comunque alcun motivo per discostarsi dall’ordinanza regionale, ma come doveroso, procederemo a fare tutte le verifiche e approfondimenti.

Nel frattempo continua la protesta dei genitori no-dad e di alcuni insegnanti che chiedono un ritorno immediato in aula per i propri figli. Striscioni, disegni e zainetti fuori ad alcuni istituti di Napoli questa mattina per chiedere l’immediata apertura di tutte le scuole. Non possiamo tacere il nostro sconcerto e la nostra rabbia – spiegano gli organizzatori – di fronte al contenuto dell’ultima ordinanza della Regione che attribuisce discrezionalit riguardo all’apertura delle scuole ai singoli sindaci. In poche ore una pioggia di ordinanze sindacali ha disposto la chiusura delle scuole in molti comuni campani. In diversi casi la decisione viene addirittura presa dai singoli dirigenti scolastici, che giustificano il protrarsi della chiusura dei propri istituti con la volont della platea che non vorrebbe far rientrare i figli a scuola. Non ammissibile questa arbitrariet. Dopo la manifestazione simbolica di oggi, genitori e docenti della rete No Dad hanno indetto una protesta anche per la giornata di domani, 25 novembre. Previsto un presidio dalle 10 in piazza Plebiscito per chiedere la riapertura delle scuole. La mobilitazione si svolgera’ insieme allo sciopero nazionale indetto dalla Usb Scuola. (fonte agenzie)

24 novembre 2020 | 12:25

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