infonapoles

Giornale della città di Napoli

NAPOLI

Covid, in Campania cinque medici morti in tre giorni



l’emergenza

Mezzogiorno, 24 novembre 2020 – 08:37

Scotti, presidente dell’Ordine: Siamo esposti, in trincea, con poche difese. L’et media dei medici di famiglia alta e questo ci rende pi vulnerabili

di Anna Paola Merone

Cinque medici morti nel giro di tre giorni. Cinque vittime che si aggiungono al lungo elenco di vittime del Covid. Sabato due decessi e ieri tre: camici bianchi che hanno perso la battaglia contro il virus. Due dei tre medici scomparsi ieri sono di Melito. Il primo Antonio Amente, sindaco della cittadina, che da due settimane era ricoverato nell’ospedale San Giuliano di Giugliano. Le condizioni di Amente, 69 anni, sono peggiorate nella giornata di ieri. Era stato lui stesso a comunicare di essere positivo al coronavirus con un post sulla sua pagina Facebook. Amente il secondo sindaco del Napoletano a cadere per il Covid. Ad aprile perse la vita Carmine Sommese, anche lui medico, primo cittadino di Saviano. Il secondo medico di Melito morto ieri per Covid Cosimo Russo, un ortopedico che per anni stato un pilastro del Cardarelli.

Amico e compagno di scuola di entrambi, Lorenzo Diana ha affidato a Facebook un saluto e un ricordo.Sono molto addolorato. Il Covid ha portato via due amici medici nello stesso giorno. Poco fa mi giunta la notizia della morte di Cosimo Russo, stimato medico ortopedico di Melito di Napoli. Uomo generoso e sempre disponibile. Conoscevo Cosimo dai banchi del liceo — ricorda il politico —. Eravamo nella stessa classe. Ci siamo sempre voluti bene. L’ho visto nel suo studio pi volte fino al mese scorso. Tra noi ci sono stati sempre stima, grande affetto ed empatia. Ogni incontro era un pieno di gioia a vedersi. Sembrava essersi lasciati appena il giorno prima. Sempre oggi venuto meno un altro nostro compagno di classe del liceo, Antonio Amente, medico, sindaco di Melito. Nella stessa giornata sono morti due nostri compagni di classe. In serata la notizia della scomparsa di un medico di famiglia, Daniele Cagnacci, classe 1956. Un punto di riferimento solido per i suoi pazienti, stato in trincea fino alla fine — nel suo studio al corso Umberto — e il Covid lo ha portato via in cinque giorni. Cagnacci padre di una neolaureata in medicina alla quale ha passato idealmente il testimone.

Silvestro Scotti, presidente dell’Ordine dei medici di Napoli e segretario nazionale della Federazione medici di medicina generale, fa fatica a stare dietro alle notizie dei decessi di colleghi che arrivano da tutta Italia. Abbiamo un gruppo whatsapp sul quale ci sono i presidenti di tutto gli ordini del Paese — racconta — ed un elenco dolente quello che viene fuori in questi giorni sulla chat. Siamo esposti, in trincea, con poche difese. L’et media dei medici di famiglia alta e questo ci rende pi vulnerabili. In tanti scelgono di curarsi a casa, nonostante parametri al limite, per lasciare liberi i posti in ospedale a chi ne ha assolutamente bisogno. Io stesso ho seguito un collega. Perch curarsi a casa si pu.

24 novembre 2020 | 08:37

© RIPRODUZIONE RISERVATA