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Covid, nel Casertano 24 morti in 24 ore. Ambulanze: «La gente paga per farsi venire a prendere»



il report della asl di caserta

Mezzogiorno, 24 novembre 2020 – 17:01

Oggi sono 469 i nuovi positivi, con un rapporto del 21% rispetto ai tamponi effettuati. La denuncia di un volontario delle ambulanze private: Le attese per l’arrivo dei soccorsi sono in media di 24-48 ore la gente paga per farsi venire a prendere

Ancora un giorno nero per il Casertano per il conto delle vittime del Coronavirus: sono 24 i decessi registrati nelle ultime 24 ore, un morto ogni sessanta minuti. Da inizio pandemia sono 251 le persone decedute causa Covid, 176 dal 24 ottobre, con una media che negli ultimi trenta giorni di quasi 6 morti ogni 24 ore. Di contro, la curva dei contagi sembra ormai essersi appiattita, senza pi balzi esponenziali, e lentamente i numeri calano, complice anche il boom di guariti che si verifica da giorni: oggi sono 469 i nuovi positivi, con un rapporto del 21% rispetto ai tamponi effettuati (2184), mentre ieri la percentuale di test risultati positivi era stata leggermente pi bassa, pari al 19% (309 positivi su 1620 tamponi). Ma il dato rilevante quello dei guariti, che oggi sono 815, numero che rende negativo il saldo totale dei positivi attuali: oggi sono 16789 (oltre 27mila da inizio pandemia), 370 meno di ieri. E di questo calo ne risentono anche i Comuni, specie quelli maggiormente colpiti come Aversa e Caserta, che vedono scendere il numero di positivi attuali rispettivamente a 1210 e 1117 unit.

E l’agenzia Ansa raccoglie la testimonianza di un volontario delle ambulanze private. Malati di Covid o di altre patologie che chiamano disperati perch abbandonati a casa senza assistenza, e un business, quello delle ambulanze private, che sembra allargarsi con l’evolversi della pandemia, a scapito dei pi disperati. Emerge un quadro a tinte molto fosche nel racconto fatto da un testimone oculare, una voce di dentro nel settore delle ambulanze private nel Casertano. Il volontario vuole restare anonimo per evitare ritorsioni in un settore in cui iniziano ad arrivare denunce importanti, come quello del presidente della Croce rossa napoletana Paolo Monorchio, che qualche giorno fa ha segnalato il mercimonio che si sta registrando a Napoli sulla pelle degli ammalati e dei loro familiari, con tariffe fino a mille euro, invitando le autorit preposte ad indagare, cercando di recidere gli eventuali legami con la criminalit organizzata.

Tutto parte dalla circostanza oggettiva che le 22 ambulanze del 118 casertano sono tutte riservate al Covid, ma non riescono, visti gli alti numeri (17583 le persone attualmente positive al Coronavirus), ad assicurare un servizio efficiente; le attese per l’arrivo di un’ambulanza sono in media di 24-48 ore, poi i mezzi, dopo il trasporto, devono andare alla misericordia di Caivano (associazione che ha l’appalto per il servizio del 118) per la sanificazione, perdendo altre ore. Ci sono poi i malati di altre patologie, per i quali restano solo le ambulanze private, con tariffe alte; proprio a queste ultime si rivolgono per le emergenze numerosi malati, Covid e non; e cos che sviluppato un business con molte ambulanze che arrivano anche dal napoletano. La sensazione quella di una giungla.

Vi sono ambulanze private – denuncia il volontario – che fanno trasporto Covid, facendosi pagare tra i 4-500 euro, e senza alcuna tutela dei malati. Ci sono casi di mezzi che la mattina portano i dializzati negli appositi centri, e nelle 3-4 ore di attesa, fanno servizio Covid, dopo essere stati chiamati da pazienti disposti a pagare per essere portati negli ospedali dove verranno ricoverati. Credo che una mano importante al 118 potrebbe darla la Croce Rossa di Caserta, che per assente a differenza di quella di Napoli.

Al nostro centralino – continua a raccontare il volontario – ci chiamano persone che hanno bisogno di assistenza ospedaliera, perch malati di Covid, che vengono indirizzate in modo non corretto dal 118 verso ambulanze private. Poche notti fa mi ha chiamato una ragazza di San Nicola la Strada che piangeva disperata perch aveva entrambi i genitori anziani malati di Covid; mi ha raccontato che ha dovuto pagare 400 euro ad un’ambulanza privata per far portare il pap al pronto soccorso dell’ospedale di Caserta, mentre la madre, invalida, rimasta da sola a casa, con il pannolone sporco di escrementi, e nessuno che potesse assisterla; gli operatori socio-sanitari si sono rifiutati di entrare, per non rischiare il contagio. Lei ci chiedeva di prendere la madre e portarla al pronto soccorso, ma non potevo farlo, e cos a malincuore ho dovuto riattaccare.

Il volontario racconta anche di essere stato chiamato da persone residenti a Calvi Risorta, che erano disposte a pagare qualsiasi cifra se io mi fossi recato da loro con un’ambulanza dotata di ossigeno, e avessi caricato un loro congiunto malato di Covid.

Ci sono poi i malati ordinari, che sono ormai totalmente abbandonati. Pochi giorni fa – riferisce il testimone – mi chiam una donna che aveva un forte dolore dovuto ad una lombosciatalgia, e che non riusciva muoversi; voleva farsi accompagnare dalla mia ambulanza in ospedale, dopo che aveva chiamato invano il 118 e la guardia medica. Anche in quel caso ho dovuto dire di no. (fonte: agenzie)

24 novembre 2020 | 17:01

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