infonapoles

Giornale della città di Napoli

NAPOLI

Scommesse illegali tra Palermo e Napoli, 15 arresti e sei agenzie sequestrate



operazione della finanza

Mezzogiorno, 24 novembre 2020 – 09:17

Giro di affari da due milioni e mezzo al mese, i soldi venivano trasferiti su conti gioco collegati a piattaforme all’estero

Nuovo colpo al giro di scommesse illegali tra Palermo e Napoli. La Guardia di Finanza ha arrestato 15 persone accusate di associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo delle scommesse e truffa ai danni dello Stato, nonch di trasferimento fraudolento di valori. L’operazione All In si gioca, prosecuzione dell’indagine All In dello scorso giugno, stata coordinata dal procuratore aggiunto della Dda, Salvatore De Luca. In carcere sono finiti in sei. Con lo stesso provvedimento il gip ha disposto il sequestro preventivo di 6 agenzie di scommesse, che si trovano a Palermo e in provincia di Napoli, per un valore complessivo stimato di circa un milione di euro.

Lo scorso giugno con l’operazione All In era stata fatta luce sui presunti rapporti tra la mafia e il business delle scommesse. Con queste nuove indagini i finanzieri hanno ricostruito la rete di persone fisiche e societ che si occupata della diffusione e della gestione della raccolta illegale delle scommesse. Le indagini hanno fatto emergere la presenza di due distinte associazioni a delinquere parallele, entrambe con a capo Salvatore Rubino. Sarebbe stato lui a costruire la rete commerciale illecita con la quale venivano raccolte giocate per almeno 2,5 milioni di euro al mese, come emerso da alcune intercettazioni telefoniche. Il primo gruppo, capeggiato secondo le indagini da Vincenzo Fiore e Christian Tortora e composto da Salvatore Barrale, Maurizio Di Bella, Pasquale Somma e Giovanni Castagnetta, sovrintendeva all’operativit di una rete di agenzie, ognuna delle quali riconducibile a soggetti di fiducia (cosiddetti master).

La seconda organizzazione, che pure gestiva centri scommesse, aveva come figure di rilievo Rosario Chianello e Michelangelo Guarino e si avvaleva della collaborazione di Giovanni Di Noto, detto Gianfranco, gi arrestato, accusato di fare parte della famiglia mafiosa della Noce. Di questo gruppo facevano parte anche Davide Catalano, Giacomo Bilello, Pietro Montalto, Antonio Inserra e Salvatore Lombardo. Secondo la GdF, la raccolta illegale delle scommesse avveniva attraverso lo schermo di agenzie che operavano regolarmente in forza di diritti connessi a concessioni assegnate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. In sostanza, secondo le indagini, i gestori di agenzie abilitate alla raccolta lecita di scommesse da banco, in accordo con gli indagati, alimentavano parallelamente un circuito illecito accettando scommesse in contanti dai clienti che venivano convogliate su conti gioco intestati a soggetti terzi mediante l’utilizzo di piattaforme straniere illegali. (fonte Ansa)

24 novembre 2020 | 09:17

© RIPRODUZIONE RISERVATA