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Maradona, retroscena dall’Argentina: “Se n’è andato in povertà”


Secondo Luis Ventura, giornalista vicino alle vicende familiari del Diez, l’idolo viveva solo dello stipendio da tecnico del Gimnasia La Plata. “Gli hanno rubato quasi tutto, il resto l’ha regalato”

“Maradona non aveva quasi più nulla sul conto in banca, se n’è andato in povertà”. La rivelazione che sta generando clamore in Argentina è di Luis Ventura, giornalista argentino da anni vicino al Diez e al suo circolo intimo. Ventura ha lanciato la bomba poche ore dopo la morte del Pibe de Oro, spiegando che l’enorme patrimonio accumulato prima da calciatore e poi da tecnico e uomo immagine sarebbe stato “parzialmente sperperato a causa delle sue mani bucate e, in gran parte, sottratto da chi lo circondava con il fine di aggirarlo e svuotargli le tasche”.

La rivelazione

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“Maradona è morto povero”, ha ribadito Ventura nello studio del programma televisivo “Fantino a la tarde”. A chi ha chiesto incredulo come avesse fatto a dilapidare una fortuna stimata in decine di milioni di dollari, frutto del ricco stipendio percepito all’epoca in cui allenava a Dubai, Ventura ha risposto tirando in ballo presunti raggiri subiti dai famigliari e da chi da anni era entrato a far parte del cosiddetto circolo intimo. “La fortuna guadagnata a Dubai? Non ve n’era più traccia, quasi tutto sparito”, ha garantito Ventura, sottolineando come negli ultimi tempi Maradona abbia vissuto “esclusivamente dello stipendio che percepiva dal Gimnasia La Plata” (si stima intorno al milione di euro a stagione, ma le cifre reali non sono mai state rese note).

Raggiri e regali

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Le affermazioni di Ventura stupiscono non solo alla luce della fortuna guadagnata a Dubai, ma anche in virtù del milionario contratto con la Dinamo Brest di cui era presidente onorario (incarico che gli fruttava 20 milioni di dollari all’anno per tre anni) e dei 150 mila dollari di stipendio mensile che gli garantivano i Dorados di Sinaloa, squadra allenata prima di tornare in patria per sedere sulla anchina del Gimnasia. “Gli hanno rubato quasi tutto, il resto lo ha elargito perché non era in grado di dire di no a nessuno. Bastava chiedere e lui dava”, ha aggiunto Ventura. Una versione, questa, che coincide con quanto raccontato dall’attaccante paraguaiano Pablo Velzquez, agli ordini del Pibe de Oro fino alla scorsa stagione. “Maradona era di una generosità smisurata. Molte volte, i premi ai giocatori li pagava di tasca sua. Entrava nello spogliatoio con un borsone pieno di contanti e ripartiva il denaro”, ha raccontato Velazquez al programma Futgol di Radio AM 970. “Era solito indossare due orologi, vari anelli, bracciali e collanine. Bastava dirgli quanto fossero belli che lui se li sfilava e li donava”.

Battaglia per l’eredità

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Sullo sfondo delle rivelazioni fatte da Ventura, c’è chi si chiede adesso a quanto ammonti il patrimonio di Maradona e cosa accadrà con la sua eredità, insinuando un’imminente battaglia legale tra i tanti famigliari del Diez (dall’ex moglie Claudia fino alle due ex fidanzate Veronica Ojeda e Rocio Oliva, passando per la numerosa schiera di figli). Anche perché, stando ai media argentini, quantificare e catalogare il patrimonio di Maradona è un esercizio piuttosto complicato. L’unica certezza è lo scarno conto in banca, a cui però andrebbero aggiunti numerosi beni immobili (tra cui un edificio intero e due appartamenti a Buenos Aires oltre alla villa di Tigre in cui stava svolgendo la riabilitazione post operatoria). A questi si dovrebbero sommare anche sei auto di lusso (tra Bmw, Audi e Rolls Royce), senza contare i proventi dai numerosi contratti di sponsorizzazione su cui il Diez poteva contare e alcuni importanti investimenti all’estero, da Cuba all’Italia. Se mentre era ancora in vita, chi lo circondava attingeva alle sue tasche con disinvoltura, a quanto pare molte volte anche in modo fraudolento, c’è da scommettere che presto si scatenerà anche una battaglia legale per spolpare le ultime risorse rimaste. Chi lo conosceva bene come Ventura ne è certo.