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CALCIO

Napoli, vittoria nel nome di Maradona: 2-0 al Rijeka e primato nel girone


Gli azzurri primi nel gruppo davanti a Real Sociedad e Az Alkmaar. Politano propizia il vantaggio, chiude Lozano

No, non può essere una partita come le altre. Lo avvertono anche i giocatori del Rijeka. Napoli è un enorme cuore che pulsa per Diego e lo stadio ne raccoglie solo gli echi che arrivano dall’esterno. Dentro una foto sui maxischermi con un Maradona sorridente in maglia azzurra, orgogliosamente petto in fuori con il primo scudetto in bella evidenza. Nel prepartita le “sue” canzoni, “La mano de Dios”, tango struggente e poi “Live is life” quella preferita per il riscaldamento. Poi il minuto di raccoglimento con tutti giocatori del Napoli che indossano la maglia numero 10 e un silenzio davvero irreale che si avverte anche all’esterno. Toccante, come i cori “O mamma, mamma, mamma sai perché…”. Però bisogna lasciare i ricordi e le emozioni e tornare a questa partita, che la squadra di Gattuso archivia con una vittoria non entusiasmante, per 2-0, ma che è un importante passo avanti per l’Europa e una iniezione di autostima in vista della gara di domenica con la Roma.

Possesso lento

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Il primo tempo vede gli azzurri padroni del pallone che muovono però in maniera abbastanza lenta, anche perché il tecnico cambia parecchi giocatori, che in pratica in questa stagione hanno giocato poco o niente insieme. Il riferimento è Politano a destra, mentre Zielinski ed Elmas da trequartisti faticano a trovare posizione e tempi di gioco e così i procede a sprazzi. Il macedone arriva con un attimo di ritardo sul secondo palo, su un bel cross di Di Lorenzo. Dicevamo che è soprattutto Politano a muoversi e creare situazioni di pericolo per i croati. Come quando si inserisce centralmente, imbeccato da Petagna, ma il portiere respinge. Lo stesso Nevistic esce bene su Di Lorenzo, lanciato deliziosamente a rete dal tedesco Demme. Il Rijeka non rinuncia ad attaccare e in avvio spreca una buon occasione con Tomecak.

Vantaggio

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La supremazia territoriale porta al gol a fine tempo. Con Zielinski che carbura e si inventa una percussione profonda sul centro sinistra, il suo cross basso e teso diventa facile da mettere dentro, e il napoletano Armando Anastasio cercando di di contrastarlo in scivolata. Il tempo si chiude comunque con Meret protagonista e molto bravo ad allungarsi su un sinistro velenoso di Loncar.

L’attacco “vero”

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È quello che a metà ripresa mette in campo Gattuso schierando Lozano a destra, Insigne a sinistra e Mertens dietro Petagna. Ora il gioco fluisce meglio e Nevistic risolve qualche situazione pericolosa. Lorenzinho è ispirato e serve una bella palla in profondità a Lozano, che con un bel taglio dalla destra si ritrova solo davanti al portiere e di destro infila senza difficoltà. Finisce così e lo stadio Maradona viene battezzato con una vittoria.